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CCNL Sanità: Raggiunto l’accordo tra delusioni e festeggiamenti

Ciò che è certo in questa professione è che ogni rinnovo di contratto gli stati d’animo sono contrastanti. Delusioni e festeggiamenti coabitano la stessa professione ogni volta che si conclude l’accordo con ARAN.

Si è conclusa la trattativa per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) della Sanità pubblica per il triennio 2022-2024. Un traguardo atteso da migliaia di lavoratori, ma che lascia dietro di sé un’ombra di insoddisfazione, soprattutto tra gli infermieri, che vedono ancora una volta sfumare l’occasione di un vero riconoscimento professionale ed economico.

Nonostante gli sforzi, le lunghe negoziazioni, le proteste e la mancata firma, per molti infermieri questo rinnovo si traduce nell’ennesima delusione. Le aspettative erano alte: una valorizzazione concreta della professione, mai avvenuta in periodo COVID, un adeguamento salariale che riflettesse l’impegno e le responsabilità quotidiane, e un miglioramento delle condizioni di lavoro.

Purtroppo, il risultato finale sembra non aver colto minimamente queste esigenze. Molti infermieri esprimono un profondo senso di frustrazione, sottolineando come la specificità del loro ruolo, la complessità e il carico di lavoro, spesso estenuante, non siano stati adeguatamente riconosciuti.

Le promesse di un incremento che potesse fare la differenza, in un contesto di crescente inflazione e di continuo sacrificio personale, sembrano essersi tradotte in un aumento insufficiente a colmare il divario con le aspettative e con le realtà professionali di altri Paesi europei.

In effetti, qualora volessimo essere un po’ più spigolosi, bisognerebbe sottolineare che l’aumento non raggiunge nemmeno lontanamente l’erosione dello stipendio avvenuta a causa di una inflazione galoppante. A conti fatti, il rinnovo contrattuale ci ha comunque lasciati più poveri di prima. Lasciandoci con un potere d’acquisto sempre più basso.

Si avverte la sensazione che, ancora una volta, la categoria sia stata lasciata ai margini, perdendo un’occasione preziosa per una svolta significativa.

La conclusione del CCNL ha evidenziato una netta divisione all’interno del fronte sindacale. Da un lato, CGIL e UIL hanno espresso malumori e perplessità, sottolineando come l’accordo non risponda in maniera esaustiva alle richieste dei lavoratori e lasci irrisolte diverse questioni, in particolare per quanto riguarda la valorizzazione delle professioni sanitarie e le condizioni di lavoro.

La loro insoddisfazione riflette la percezione di un accordo che non va oltre le aspettative minime, mancando un’opportunità per un cambiamento più incisivo.

Dall’altro lato, Nursing Up, Nursind, FIALS e CISL hanno manifestato un plauso per l’accordo raggiunto. Nursing Up e Nursind, sindacati specifici degli infermieri, pur con le dovute riserve, sembrano aver riconosciuto nel contratto alcuni passi in avanti. Nursind, firmatario della prima proposta, ha sempre sostenuto la linea del concludere la trattativa e provare a chiedere maggiori risorse per la tornata successiva. Secondo Nursind le risorse economiche, già decise in finanziaria, non sarebbero mai aumentate e bloccare il rinnovo sarebbe stato un errore che avrebbe portato ad un ritardo sulla contrattazione successiva.

Nursing up invece, ha bloccato il contratto in prima tornata, avvenuta prima delle RSU (Elezioni Sindacali), per poi firmare la nuova proposta, affermando che l’accessibilità all’area di elevata qualificazione anche da parte di infermieri senza laurea magistrale, è stato l’ago della bilancia. In questo frangente, i malumori degli infermieri sono stati molteplici.

La CISL sempre d’accordo con la linea contrattuale proposta, invece, ha evidenziato l’importanza del rinnovo in un periodo complesso, sottolineando gli aspetti positivi dell’intesa raggiunta. CISL in RSU ha dimostrato tra l’altro di essere il sindacato maggiormente apprezzato dai professionisti sanitari.

I malumori comunque non si sono fatti attendere e la linea di pensiero del “porto a casa perlomeno le briciole” si è contrapposta alla linea “Meglio niente che l’elemosina”.

Certo è che l’insoddisfazione fa rumore e alcuni infermieri hanno manifestato la loro rabbia e delusione sui social. Sempre e solamente sui social network.

In allegato il contratto firmato:

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