Benvenuto su TNP Archive, ciรฒ che rimane del portale online The Nursing Post che รจ rimasto attivo dal 2014 al 2025. Qui troverai l’archivio di tutti gli articoli pubblicati su quel portale. L’esportazione รจ avvenuta in modo automatico, questo potrebbe determinare dei malfunzionamenti di alcuni link contenuti negli articoli stessi. In caso di errore verrai reindirizzato a questa Home Page. Consigliamo di ricercare nella barra di ricerca lo specifico argomento. Buona Navigazione
Le cadute in ambito ospedaliero e assistenziale rappresentano una delle complicanze piรน comuni e potenzialmente letali, soprattutto nei pazienti anziani o fragili. Oltre ai danni fisici che possono derivarne (fratture e traumi vari), le cadute hanno un impatto psicologico importante sui nostri pazienti, che si ritrovano a diventare meno autonomi e piรน intimoriti.
Proprio per questo motivo, la valutazione precoce del rischio di caduta รจ diventata una prioritร nei setting assistenziali. Tra gli strumenti piรน utilizzati e apprezzati per la sua semplicitร e rapiditร d’uso, troviamo la Scala di Conley. Quest’ultima รจ una delle scale piรน utilizzate nelle varie aziende sanitarie pubbliche e private italiane, oltre ad essere largamente utilizzata anche in Regno Unito, nella scheda di ricovero.
Cos’รจ la Scala di Conley?
La Scala di Conley รจ un sistema di valutazione clinica sviluppato per identificare precocemente i pazienti a rischio di caduta. Alcune aziende o unitร operative hanno deciso di classificare il rischio anche in base all’etร ; rendendo obbligatoria e scadenzata la valutazione e rivalutazione del paziente tramite questo strumento. Puรฒ dunque succedere che nel trovarsi a lavorare in una nuova unitร operativa ci si possa ritrovare di fronte ad una valutazione da eseguire esclusivamente a pazienti che hanno un’etร superiore ad un valore imposto da un dato protocollo, oppure in modo generalizzato a tutti i nuovi ricoveri.
Questa scala si basa su sei domande, suddivise in due aree principali:
1. Precedenti cadute
Viene chiesto al paziente (se in grado di rispondere), al caregiver o previo controllo della storia medica da parte dellโinfermiere:
1: Il paziente รจ caduto negli ultimi 3 mesi? (2 punti)
2: Ha avuto episodi di vertigine o capogiri recenti? (1 punto)
3: Ha avuto episodi di incontinenza urinaria o fecale durante il tragitto per il bagno? (1 punto)
2. Deterioramento cognitivo
Basato sullโosservazione da parte del personale sanitario:
4: Marcia instabile o alterata (passo strisciante, base larga, ecc.)? (1 punto)
5: Stato di agitazione (irrequietezza, gesti disorganizzati, ecc.)? (2 punti)
6: Giudizio compromesso o mancanza del senso del pericolo? (3 punti)
Come si calcola il punteggio?
Ogni risposta affermativa riceve il punteggio indicato accanto alla domanda. Le risposte negative valgono zero.
Interpretazione del punteggio:
0โ1 punti โ rischio minimo
2โ10 punti โ rischio crescente da basso ad alto
Il cut-off clinico รจ โฅ 2 punti, sopra il quale il paziente รจ considerato a rischio caduta.
Quando e perchรฉ usarla?
La Scala di Conley viene utilizzata in molti contesti, ma ovviamente si ritiene nello specifico molto piรน utile, per la valutazione di pazienti che spesso risultano debilitati o defedati da svariati motivi. Dunque sia nei percorsi riabilitativi che nei contesti socio-residenziali รจ possibile applicare questa scala. Nello specifico si tende a valutare il paziente in alcuni momenti fondamentali:
Fase di ricovero del paziente in unitร operativa o in contesti residenziali.
Dopo una caduta o un evento a rischio di caduta (es. primo episodio di caduta)
Monitoraggio nei contesti socio-residenziali
Nei percorsi assistenziali geriatrico-riabilitativi
ร uno strumento rapido e non invasivo che permette agli infermieri e ai professionisti della salute di intervenire tempestivamente con misure di prevenzione come:
eliminazione di ostacoli ambientali
uso di ausili (deambulatori, letti specifici)
miglioramento del trattamento fisioterapico
rivalutazione della terapia
valutazione del grado di idratazione e alimentazione
sorveglianza piรน stretta nei momenti critici (es. spostamenti al bagno, o per alimentarsi)
Limiti della scala
Sebbene utile, la Scala di Conley non sostituisce il giudizio clinicocomplessivo. Alcuni pazienti potrebbero non presentare punteggi alti, ma rientrare comunque in una condizione di vulnerabilitร . Inoltre, รจ fondamentale affiancare alla valutazione uno sguardo attento e continuo sullo stato fisico e cognitivo del paziente, che puรฒ variare nel tempo. Questo รจ infatti uno dei limiti piรน importanti di questa scala. Facendo un esempio: una rivalutazione settimanale potrebbe non essere sufficiente al fine di valutare tempestivamente il rischio di caduta che varia nel tempo, al variare delle condizioni cliniche del paziente. Questo significa che questa valutazione deve essere eseguita ad ogni cambiamento notato dal professionista sanitario.
Conclusione
La Scala di Conley si conferma uno strumento pratico, rapido e affidabile per la prevenzione delle cadute in ambito sanitario. Inserirla nella routine di valutazione quotidiana consente non solo di proteggere i pazienti, ma anche di migliorare la qualitร dellโassistenza e ridurre i costi legati alle complicanze evitabili.
Introduco questo articolo segnalando che le informazioni che troverete enunciate non sostituiscono una valutazione medica. L’articolo ha uno scopo prettamente didattico per studenti, cittadini e professionisti. In caso di ematuria o disturbi ad essi correlati, una ricerca sul web non puรฒ sostituire una valutazione clinica. Contatta il tuo medico.
Il test di Guyon, o prova dei tre bicchieri…
L’ematuria, ovvero la presenza di sangue nelle urine, rappresenta un sintomo comune ma clinicamente significativo che puรฒ indicare una vasta gamma di condizioni, dalle infezioni urinarie a patologie renali gravi o neoplasie urologiche. Una delle tecniche piรน semplici e classiche per valutare la sede dell’ematuria รจ la cosiddetta “prova dei tre bicchieri”, nota anche come Test di Guyon. Questo test, ideato nel XIX secolo dal medico francese Jean Casimir Felix Guyon, consente un primo orientamento diagnostico sulla localizzazione del sanguinamento lungo le vie urinarie.
Storia del Test e del suo ideatore…
Fรฉlix Guyon (1831โ1920) รจ stato un celebre chirurgo francese, considerato uno dei padri fondatori dellโurologia moderna. Nato a Saint-Denis, studiรฒ medicina a Parigi, dove sviluppรฒ un forte interesse per le malattie del tratto urinario.
Guyon fu un innovatore nella diagnosi e nel trattamento delle patologie urologiche. Inventรฒ diversi strumenti, tra cui il catetere di Guyon e contribuรฌ alla comprensione dellโanatomia e fisiologia del sistema urinario. Fu anche professore alla Facoltร di Medicina di Parigi e fondรฒ nel 1907 la prima scuola di urologia.
Il suo nome รจ ricordato in varie strutture e pubblicazioni mediche, tra cui lโIstituto Guyon, dedicato alla ricerca e alla cura in urologia.
Anche se oggi disponiamo di sofisticate indagini strumentali come l’ecografia, la TC con mezzo di contrasto e la chirurgia endoscopica (cistoscopia), il test dei tre bicchieri mantiene una sua rilevanza clinica, specialmente in contesti ambulatoriali o nei casi in cui le risorse diagnostiche siano limitate.
Obiettivo del Test…
Il test di Guyon รจ finalizzato a determinare la sede dell’ematuria attraverso la distribuzione del sangue nei vari momenti della minzione. Esso distingue tra ematuria iniziale, terminale e globale, consentendo al professionista di formulare una prima ipotesi sull’origine del sanguinamento.
Come si esegue...
La prova dei tre bicchieri si esegue chiedendo al paziente di urinare consecutivamente in tre contenitori distinti, senza interrompere il flusso urinario:
Primo bicchiere: raccoglie l’urina iniziale.
Secondo bicchiere: contiene l’urina intermedia.
Terzo bicchiere: raccoglie l’urina terminale.
Questi tre campioni vengono poi analizzati visivamente e/o con esami di laboratorio per valutare la presenza e la concentrazione di eritrociti.
Interpretazione dei Risultati L’interpretazione si basa sulla distribuzione dell’ematuria nei tre campioni:
Ematuria iniziale: sangue presente solo nel primo bicchiere. Indica un’origine uretrale, spesso legata a traumi, uretriti o neoplasie dell’uretra.
Ematuria terminale: sangue presente solo nel terzo bicchiere. Suggerisce un’origine vescicale, tipica di cistiti, neoplasie della vescica o calcoli vescicali.
Ematuria totale: sangue presente in tutti e tre i bicchieri. Implica un’origine alta, cioรจ a livello dei reni o degli ureteri. ร comune in glomerulonefriti, pielonefriti, neoplasie renali o calcolosi delle vie urinarie superiori.
Ematuria intermittente o irregolare: distribuzione casuale del sangue. Puรฒ indicare sanguinamenti discontinui o multiple fonti patologiche.
Esempio Clinico
Un uomo di 55 anni si presenta con macroematuria episodica e senza dolore. Alla prova dei tre bicchieri si osserva sangue in tutti i campioni. Questo orienta il medico verso una patologia renale o ureterale. Gli accertamenti successivi (ecografia, TC addome-pelvi con mdc) confermeranno la patologia neoplastica di origine renale.
Vantaggi del Test
Semplice, rapido e non invasivo.
Non richiede attrezzature complesse.
Utile in ambienti con risorse diagnostiche limitate.
Utile al professionista per direzionare le sue indagini diagnostiche
Limiti e Considerazioni
Non sempre l’origine del sanguinamento รจ chiara, soprattutto in casi di ematuria intermittente.
Il test non distingue tra cause benigne e maligne.
Non sostituisce esami diagnostici avanzati.
Puรฒ essere facilmente falsato.
Ruolo del Personale Sanitario
L’infermiere puรฒ avere un ruolo fondamentale nella preparazione e nell’assistenza al paziente durante il test, garantendo una corretta raccolta dei campioni e segnalando eventuali anomalie cliniche. Inoltre, il personale sanitario puรฒ educare il paziente su come evitare contaminazioni e sulla necessitร di riferire sintomi associati (bruciore, febbre, dolori lombari).
Il ruolo dell’infermiere รจ inoltre fondamentale nell’educazione sanitaria e nell’indicazione al paziente del giusto professionista da consultare in caso di test positivo.
Associazione ad altri Test Diagnostici
La prova dei tre bicchieri puรฒ essere completata con:
Esame urine completo: per confermare la presenza di eritrociti, cilindri o segni di infezione.
Urinocoltura: in caso di sospetta infezione.
Citologia urinaria: per ricerca di cellule tumorali.
Ecografia e TC: per identificare masse, calcoli o anomalie strutturali.
Cistoscopia: per una valutazione diretta della vescica e dell’uretra.
Indicazioni Cliniche
Il test di Guyon, nonostante stia iniziando a cadere sempre piรน in disuso nei sistemi sanitari occidentali (per la presenza di test molto piรน sensibili), รจ indicato in presenza di:
Ematuria macroscopica o microscopica.
Infezioni urinarie ricorrenti.
Sospetta urolitiasi.
Sintomatologia urinaria non spiegata.
Controllo post-terapia in pazienti con neoplasie urologiche.
Conclusioni
Sebbene considerato un test “storico”, la prova dei tre bicchieri conserva un ruolo prezioso nella pratica clinica quotidiana. Essa permette una valutazione iniziale dell’ematuria in modo economico, rapido e sicuro. In un’epoca dominata dalla diagnostica ad alta tecnologia, il test di Guyon ci ricorda l’importanza dell’osservazione clinica e della semeiotica nella medicina di qualitร .
Educare il personale sanitario e i pazienti all’utilizzo corretto di questa metodica puรฒ ancora oggi migliorare significativamente la gestione delle patologie urologiche, in particolare nei setting ambulatoriali e in contesti a basso impatto tecnologico.
Rimani collegato con The Nursing Post, iscriviti alla nostra newsletter gratuita!
Domani 29 Aprile 2025, ricomincia la contrattazione per il rinnovo del CCNL sanitร . La prima contrattazione del contratto 2022-2024 aveva ricevuto una battuta di arresto quando aveva incassato il no dei sindacati CGIL, UIL e Nursing Up.
Nel frattempo le elezioni RSU hanno mostrato la situazione attuale della rappresentativitร sindacale.
Un risultato che ha dato forza a sindacati come CGIL, che in linea generale si dimostra uno dei piรน rappresentativi sui vari comparti, sebbene CISL si attesti ancora come prima per rappresentanza in sanitร . Da evidenziare comunque la buona crescita di altri sindacati di categoria e non, quali Nursing Up, FIALS e UIL.
Antonio Naddeo, in un suo intervento al congresso Nazionale FNOPI, ha evidenziato come, col beneplacito dei sindacati, si potrebbe chiudere la contrattazione giร a Maggio. Questo porterebbe a vedere gli aumenti in busta paga giร in Ottobre.
Ciรฒ che รจ certo รจ che le risorse stanziate restano tali e il governo nel corso delle ultime settimane non ha mai parlato di eventuali aumenti straordinari.
Resta solo il nodo delle migliorie e modifiche non economiche che potrebbero apportare piรน diritti o maggiori tutele ai professionisti.
I lavoratori che necessitano di questi aumenti, almeno per fronteggiare il carovita incrementato dall’inflazione degli ultimi anni, attendono adesso la risoluzione di questa matassa. Una situazione che necessiterebbe di abili diplomatici per essere risolta.
Non dimenticarti di iscriverti alla nostra newsletter! Non inviamo pubblicitร e non ti stressiamo! ed รจ totalmente Gratuita!
Questa settimana il mondo infermieristico รจ stato scosso dalla notizia che non tutti si aspettavano: CGIL, UIL e Nursing Up non hanno firmato il contratto negoziato con ARAN (Agenzia che si occupa dei contratti nazionali per conto dello Stato) nell’ultimo anno.
Dopo questa notizia gli animi si sono scaldati e le interviste pubblicate, su quotidiani nazionali e giornali specializzati, sono state decine.
Interessante, nella confusione generalizzata, รจ stata l’affermazione del Ministro Paolo Zangrillo, che sembrerebbe non escludere la possibilitร che la scelta di non firmare sia stata politicizzata.
I fatti
Il 14 Gennaio 2024, dopo piรน di un anno di trattativa, i sindacati rappresentativi si sono riuniti per concludere la negoziazione del contratto del comparto Sanitร 2022-2024, che riguardava oltre 550 mila operatori sanitari (inclusi Infermieri). Nursing Up, CGIL e UIL hanno detto no. Tanto รจ stato necessario per far saltare l’accordo, non avendo raggiunto la rappresentanza sindacale. Favorevoli invece all’accordo sono stati i sindacati Nursind, Cisl, Fials.
Le reazioni degli esponenti sindacali e della poltica
Le reazioni degli esponenti sindacali non si sono fatte attendere. Il Nursind per primo ha rilasciato un comunicato dove parlava di “un’occasione persa” e di controparte il Nursing Up ha parlato di “Contratto Inadeguato”. CISL ha parlato di “decisione grave” il mancato rinnovo contrattuale a causa della firma mancata dei tre sindacati prima citati. CGIL invece ha parlato di “mancanza di valorizzazione economica”.
Il web, come d’altronde anche i sindacati stessi, si รจ diviso a metร . Molti hanno interpretato la mancata firma come presa di posizione contro Governo e stanziamenti insufficienti per il rinnovo contrattuale. Questa visione si รจ dimostrata lungimirante, perchรฉ molti hanno messo da parte la possibilitร di mettersi in tasca gli spiccioli promessi (perchรฉ comunque si parlava di spiccioli, ammettiamolo!) in virtรน di una presa di posizione piรน decisa. D’altro canto alcuni considerano che le risorse stanziate non potranno in alcun modo aumentare, di conseguenza non aver firmato dimostra poca maturitร da parte di chi si รจ opposto.
Conclusioni
Non รจ il momento di parteggiare per l’una o l’altra parte, il tempo determinerร chi avrร avuto ragione. Nel frattempo, gli Infermieri si vedono bloccare il contratto 2022-2024 e con esso anche la possibilitร di quei pochi spiccioli di aumento. Inoltre, con questo stop si รจ ritardato l’inizio della contrattazione del CCNL 2025-2027, per cui i fondi sembrerebbero essere giร stanziati.
Gli Infermieri, con spirito si sacrificio, portano avanti una sanitร sempre piรน in crisi. Nessun rinnovo contrattuale ha mai dato la risposta alle necessitร crescenti dei professionisti. Questo accordo saltato potrebbe rivelarsi un segnale deciso nei confronti dell’attuale amministrazione.
FNOPI da l’annuncio in pompa magna pubblicando su tutti i canali social: Nascono tre nuove lauree magistrali in infermieristica
Parliamo di tre aree di specializzazione infermieristiche: Cure Primarie e Sanitร pubblica, Cure Pediatriche e Neonatali e Cure Intensive e nell’Emergenza.
“Stiamo lavorando a un progetto complessivo che guarda al futuro della sanitร italiana e al ruolo cruciale che gli infermieri ricoprono oggi e che svolgeranno nell’assistenza sul territori. La vostra professionalitร e il vostro contributo sono insostituibili per garantire qualitร alla sanitร pubblica. Grazie a voi, il nostro servizio sanitario potrร affrontare con maggiore forza e preparazione le sfide future, rispondendo in modo efficace alle esigenze dei cittadini”.
Ministro della Salute Orazio Schillaci
Questa novitร apre la strada alla prescrizione Infermieristica. Prescrizione che ovviamente fa riferimento ai presidi e tecnologie, relativi alla specialitร scelta. Attivitร che finora e tutt’ora รจ in capo ai soli medici, sebbene i presidi siano utilizzati e interdipendenti alle attivitร infermieristiche. I malumori dei medici, come prevedibile, sembrano giร essere esplosi come scritto dal Sole 24 Ore nella giornata di oggi.
Si sono fatti sentire anche i professionisti infermieri che sebbene abbiano appreso la notizia con interesse, hanno subito dimostrato estrema diffidenza.
Una diffidenza che deriva da anni di proclami che perรฒ hanno peggiorato o condizionato in modo negativo la loro esistenza e professionalitร . Tra le critiche sollevate, la piรน frequente รจ stata quella che pone il serio dubbio sulla necessitร di riconoscere economicamente e contrattualmente le lauree magistrali. Cosa mai avvenuta finora.
Apprendiamo con interesse le novitร apportate al presente ordinamento, ben sperando che il cambiamento possa portare uno scossone a questo immobilismo che ci attanaglia da trent’anni. Speriamo inoltre che i dubbi giustamente espressi dai colleghi possano trovare risposte concrete.
L’Italia puรฒ vantare un altro triste primato: La terra della pizza e del mandolino รจ l’unica nazione europea in cui l’infermieristica, invece che crescere, si sta annichilendo. In questo articolo andremo ad analizzare le problematiche esistenti. Analisi che รจ stata giร svolta su questo blog, nei mesi o negli anni precedenti, ma che ovviamente necessita di una telecronaca di quanto รจ stato o non รจ stato fatto.
Analisi e Segni evidenti di questa crisi
Tutti infermieri, ma molto diversi…
La crisi dell’infermieristica non รจ materia nuova sul panorama professionale. Il problema in realtร nasce circa 25 anni fa, quando l’Infermiere ha iniziato a prendere la strada del professionista sanitario laureato ed autonomo. Le radici del problema nascono con il D.M. 14 settembre 1994, n. 739 con cui si sancisce la nascita del Profilo Professionale dellโInfermiere, successivamente con la Legge 26 febbraio 1999, n. 42 con cui viene abrogazione il Mansionario e viene sostituita la dicitura professione sanitaria ausiliaria con la sola professione sanitaria, ed in seguito il Decreto interministeriale 2 Aprile 2001 dove il diploma, diviene Laurea in Infermieristica. Sia chiaro, il ruolo di queste norme รจ stato fondamentale per l’evoluzione della nostra figura professionale, ma al contempo ha destabilizzato le fondamenta di un sistema retto su alcuni princรฌpi che erano li da oltre mezzo secolo.
D’un tratto (nel corso dei 20 anni successivi), ci si รจ ritrovati in corsia infermieri laureati ed infermieri diplomati. Si รจ vissuto dunque in una dicotomia, i primi nati (professionalmente, si intende!) con il mansionario e la convinzione di essere ancora una professione ausiliaria, gli altri nati sotto la bandiera della professione autonoma e indipendente. Gli ospedali, non sono cambiati subito. Gli infermieri con la necessitร di sentirsi ausiliari erano ancora numerosi. Ma nel corso del ventennio successivo le mutazioni sono a poco a poco arrivate.
Ciรฒ che รจ accaduto, qui in Italia, perรฒ รจ qualcosa di peculiare: Le catene, ormai spezzate, che imprigionavano la professione infermieristica alla status di mera professione ausiliaria, sono diventate mura di una fortezza costruita dalla compagine medica per difendere il loro operato sotto la bandiera dell’”Atto Medico”.
L’infermiere ormai libero di poter agire responsabilmente e professionalmente ed in totale autonomia, al di fuori della sua prigione ha trovato una landa desolata e priva di vita. L’orto rigoglioso e le verdi praterie risiedevano tutte nella cittadella, fortificata da enormi bastioni, del cosiddetto “Atto Medico”.
A soluzione di tutto ciรฒ, nulla fu fatto; forse colpa di una classe dirigente infermieristica priva di capacitร , oppure a causa di una infiltrazione nel tessuto politico nazionale da parte della classe medica, l’Infermiere rimase e rimane in questa situazione per oltre 25 anni: Tecnicamente liberi ed autonomi, praticamente con le stesse mansioni di 30 anni fa.
Questo ristagno d’acqua imputridisce e intacca le nuove fondamenta di questa professione, per oltre un ventennio. La professione non รจ appetibile. La libera professione fa fatica a partire. I contratti nazionali, sopratutto quelli privati, pagano un infermiere a compensi orari degni di una donna delle pulizie (con profondo e degno rispetto per questa categoria).
Ma tutti, sindacati inclusi, ad ogni rinnovo stappavano bottiglie e festeggiavano il miglior risultato raggiungibile. Festeggiamenti che perรฒ avevano un cuore amaro di insoddisfazione degli iscritti.
Le contrattazioni nazionali ormai da qualche anno, non pensano piรน alle risorse da investire sul personale (quelle sono giร decise con le finanziarie degli anni prima), ma discutono per lo piรน di piccole modifiche che risultano poi nel complesso, irrilevanti per la vita del dipendente.
Le risorse economiche vengono ridistribuite. Ogni triennio rimuovono una voce e ne aggiungono una corrispettiva allo stesso ammontare con un nome diverso. La coperta รจ corta; e ormai tutti lo sanno.
Per Legge del 12 giugno 1990, n. 146, modificata dalla legge 11 aprile 2000, n. 83, gli infermieri non possono scioperare. Per essere perรฒ piรน precisi, esiste la possibilitร da parte delle aziende di precettare il dipendente se fa parte del contingente minimo e svolge un ruolo nei servizi pubblici essenziali. Tradotto: Gli infermieri non potranno mai scioperare. Sono veramente pochi coloro che negli ambiti ambulatoriali potranno alzare la voce, causando comunque piccole defaillance di un sistema che giร di suo รจ nel totale caos. Dunque con un impatto del tutto trascurabile. In Italia non esiste reparto che non sia al minimo del contingente. E questo non รจ legato alla carenza di infermieri, quest’ultima ha solo portato il numero di infermieri al di sotto del numero minimo, bensรฌ esso รจ legato ad una politica perpetuata negli ultimi decenni, di raggiungere un risparmio e e uno sfruttamento continuo delle risorse al fine di tagliare i costi fino a disossarli.
Nel corso degli anni, nonostante sia stato chiesto, nessun sindacato ha mai recepito la possibilitร di richiedere una indennizzo per il diritto allo sciopero negato. Un danno economico, per le aziende, che nel suo complesso, potrebbe far prendere in considerazione le richieste avanzate dai lavoratori. “Irrealizzabile” molti hanno tuonato; con la stessa convinzione di un cane che scondinzola quando il padrone mostra il randello che lo ferirร .
Infine, bisogna considerare la richiesta (ormai quasi decennale) di una contrattazione separata dal comparto. Richiesta che talvolta, ha sollevato affermazioni anche dubbiose da parte dei nostri dirigenti, poco convinti e quasi divisi sulla questione. Il motivo per cui continuiamo a sguazzare nel calderone delle mille professioni. Non si dimenticano frasi del tipo “Pensiamo prima alle specializzazioni infermieristiche” oppure “Ragioniamo sul miglioramento dei percorsi universitari”. Ma perchรจ gli uni dovrebbero escludere gli altri?
Le promesse dei governi sono come una droga di cui non ci si stanca mai, e gli infermieri italiani godono ad ogni promessa che l’uno o l’altro politico sputa dai palchi e dai salotti televisivi. Su tutti i giornali e giornaletti infermieristici si riprendono le affermazioni dei vari personaggi televisivi utilizzandoli come testimonial di una necessitร di migliorare la situazione. Ma รจ solo fumo negli occhi.
L’attuale esecutivo รจ l’esempio meraviglioso di come si puรฒ prendere per i fondelli la categoria infermieristica. Sin dalle elezioni arrivando alla loro instaurazione e ai primi anni di governo, i vari ministri hanno mostrato sempre un interessamento bieco nei confronti della professione. I proclami sono stati tanti. Tantissimi. I risultati invece molto scarsi. Piรน scarsi di tutti i governi precedenti. E la situazione andrร solo a peggiorare. La valorizzazione dell’infermiere urlato ai quattro angoli della nazione, sarร probabilmente un aumento di circa 50/60โฌ lordi mensili. Da far arrossire anche il piรน sprezzante dei mercanti.
Il calo delle iscrizioni…
I giovani italiani guardano all’infermiere come una professione da evitare. Molti non la definiscono nemmeno tale. Le universitร hanno messo in bando, con l’aiuto dei governi precedenti, molti piรน posti per coprire il gap del cambio generazionale di infermieri. Ma gli iscritti mancano.
Nel grafico (Fonte FNOPI) si nota il trend che sta mettendo in crisi l’intero sistema. Nel 2012 gli aspiranti infermieri erano oltre 44mila. Nel 2023 gli aspiranti infermieri sono stati oltre 23mila. Un calo drastico del 48%. I posti a disposizione sono passati da 16mila a 20mila, mentre il numero di laureati negli ultimi quattro anni รจ aumentato, dopo quasi un decennio di trend negativo.
Il problema perรฒ si nota. Sebbene il numero di laureati aumenti, il numero di interessati a laurearsi in infermieristica รจ praticamente dimezzato in poco piรน di dieci anni. Un trend che di questo passo porterร a non soddisfare nemmeno i posti messi a bando e infine a ridurre anche il numero di laureati. Una catastrofe preannunciata.
Assistente Infemiere
Mentre scrivo questo articolo, la Conferenza Stato-Regione approva l’istituzione dell’Assistente Infermiere. Vorrei provare ad analizzare questo fatto in altro articolo, ma non posso che citare alcuni highlights essenziali.
La creazione della figura dell’Assistente Infermiere รจ solo una strategia per mettere una pezza mal riuscita alla carenza cronica di infermieri all’interno delle case di riposo e residenze per anziani. Alcune di queste strutture sono gestite con l’unico scopo di generare profitti massimi. Avere pochi infermieri, che bisogna pagare ormai di piรน della nota, e giร citata, donna delle pulizie รจ inconcepibile per queste persone. Con la semplice teoria del “Se gli infermieri non si fanno piรน sfruttare, allora creeremo un’altra figura che lo farร ”
Sebbene tutto il mondo professionale si sia mosso a contrastare questa norma, ad esclusione di FNOPI, l’accordo รจ passato. Gli interessi economici di chi gestisce queste strutture (contrariamente da ciรฒ che si pensa non sono solo medici) valgono di piรน delle prese di posizione delle nostre istituzioni infermieristiche e sindacali, uscite totalmente ignorate dalla situazione.
Bisogna considerare essenziale una teoria che ho da sempre portato avanti: Si puรฒ parlare di taskshifting solo quando non esisteranno piรน, in questa nazione, fenomeni di demansionamento. Quando gli infermieri saranno chiamati a fare solo ciรฒ che loro compete, solo allora si potrร parlare di Taskshifting e figure ibride. Tutto il resto รจ mera speculazione sulla salute delle persone e puro sfruttamento e mortificazione professionale.
Non possiamo perรฒ considerare, come รจ ovvio che sia, le possibilitร che in uno stato civile e professionalmente avanzato potrebbe portare l’istituzione di questa figura. La mia mancanza di fiducia purtroppo si lega all’immagine di questa Italia, fanalino di coda nelle culture europee.
Conclusioni…
Questa non รจ una vera e propria conclusione. Il problema รจ vasto ed in continua evoluzione. Sicuramente sarร necessario eseguire nuove analisi nel corso del tempo per aggiornare quanto finora detto.
Mi spiace aver ammassato molteplici motivazioni in un unico articolo. Certamente su alcuni punti ritornerรฒ con analisi piรน puntuali.
Spero solo che un giorno possa scrivere che mi sbagliavo su tutto.
Inizio l’articolo scusandomi per il titolo un po’ acchiappalike. Ma il concetto รจ fondamentalmente questo: Piรน รจ insoddisfatto lo staff infermieristico che lavora per una unitร operativa piรน aumenta il numero di morti in quest’ultima.
Ma entriamo nel merito del discorso.
Lo studio preso in esame…
Lo studio pubblicato sulla rivista Health Policy con autori Italiani, Canadesi, Cinesi e Statunitensi ha messo in evidenza come, in Italia, il livello di insoddisfazione degli operatori che dunque vogliono dimettersi (per cause quali l’essere a corto di personale o avere un carico lavorativo oltre le possibilitร naturali) sono direttamente proporzionali all’incremento di morti in reparto.
Lo studio, condotto nel contesto del sistema sanitario italiano, ha interessato 15 ospedali italiani, oltre 1000 infermieri e oltre 37.000 pazienti. Il risultato รจ stato quanto finora detto.
La ricerca รจ consultabile al seguente link e mette in evidenza come un luogo di lavoro stressante o poco stimolante, sia causa di insoddisfazione degli infermieri e di un aumento della mortalitร dei pazienti.
Un luogo di lavoro stressante, dovuto a mancanza di personale o di contingente lavorativo, e un luogo dove non รจ concessa una progressione economica e di carriera, e dunque molto probabilmente con dinamiche antiquate, sono causa di staff poco invogliato a continuare; questo perรฒ va anche di pari passo ad un rischio maggiore per la sicurezza dei nostri pazienti, che si ritrovano con poche persone a prendersene cura, spesso molto stressante ed oberate di lavoro.
In modo dunque intrinseco e per transitivitร lo studio ha collegato l’insoddisfazione degli infermieri e la loro necessitร di cambiare lavoro ad un aumento di mortalitร dei pazienti.
Gli autori dello studio hanno cosรฌ trovato che un aumento del 10% di infermieri che vogliono dimettersi aumenta del 14% la mortalitร di quel reparto. Per ogni paziente in piรน affidato a quell’infermiere si avrร un aumento del 3.4% della mortalitร . Questi risultati sono simili a quanto giร riscontrato con altri studi.
La soluzione…
La soluzione degli autori dello studio รจ qualcosa di noto ormai anche ai meno esperti. La sanitร pubblica deve diventare prioritร per il mondo politico. ร necessario uno sforzo maggiore di quanto finora fatto. I dati comunque si riferiscono al 2015, e l’attuale situazione post-covid, ha solo inasprito un’emergenza che come noto esiste ormai da piรน di un decennio.
Il mondo delle istituzioni deve necessariamente eseguire uno sforzo maggiore per migliorare qualitร e formazione e ridurre il carico lavorativo per gli infermieri italiani. Ulteriori studi sono inoltre necessari.
Bibliografia e Fonti:
1Gianluca Catania, Milko Zanini, Marzia A. Cremona, Paolo Landa, Maria Emma Musio, Roger Watson, Giuseppe Aleo, Linda H. Aiken, Loredana Sasso, Annamaria Bagnasco, Nursesโ intention to leave, nurse workload and in-hospital patient mortality in Italy: A descriptive and regression study., Health Policy, Volume 143, 2024, 105032, ISSN 0168-8510, https://doi.org/10.1016/j.healthpol.2024.105032. (https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0168851024000423)
Se ti รจ piaciuto ciรฒ che hai letto, iscriviti alla nostra newsletter
Nel 2022 venne rinnovato il CCNL 2019-2021. Una stagione che aveva portato circa il 6% di aumenti: percentuale che a fatica compensรฒ la galoppante inflazione.
Il rinnovo fu seguito da una promessa: quella di non perder tempo ed occuparsi della nuova stagione di contrattazione. Promessa che perรฒ difficilmente fu mantenuta.
Come stessimo vivendo un Dรฉjร vu che guarda al 2021, iniziano le contrattazioni (prima data 20 Marzo 2024), con la speranza di concludere queste trattative prima che si riviva il paradosso di rinnovare un contratto giร scaduto (cosa accaduta col precedente rinnovo).
Le fonti giornalistiche di categoria piรน accreditate, citano molte novitร ed un contratto piรน attrattivo per i 581mila professionisti appartenenti al personale sanitario e socio-sanitario, dipendente del Ssn, degli Izf, degli Irccs, delle Rsa, delle ex Ipab e di altri enti sanitari.
Il rinnovo porterร novitร sulla gestione delle ferie solidali, sulla gestione dell’accesso al servizio mensa e sulla maggiore flessibilitร dei ritmi lavoro/vita privata. Soluzioni viste come possibilitร per rendere piรน attrattivo il contratto offerto. Nel contratto perรฒ si presterร anche l’opportunitร di inserire il nuovo profilo oss con formazione complementare, giร disciplinato dallโAccordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003, insieme alla modifica del sistema formativo dei dipendenti.
Infine, bisogna parlare dei soldi in piรน che porteremo in tasca ogni mese: Secondo le stesse fonti, l’aumento medio sarร di circa 130 euro lorde, ovvero il 5,78% in piรน. Ricordiamo che l’inflazione del 2023 si รจ attestata intorno al 5,6% ma che nel 2022 l’inflazione ha raggiunto l’11,9%. Dunque allo stato di fatto, possiamo essere certi chel’aumento previsto non coprirร nemmeno minimamente la perdita del nostro potere di acquisto.
Nulla di fatto per gli infermieri in sanitร pubblica dunque. Nemmeno questa sarร l’occasione giusta per il riscatto professionale che attendiamo da piรน fi trent’anni. Il futuro ci prospetta briciole e difficoltร e difficoltร economiche. Ben fatto invece agli operatori socio-sanitari che riescono a portare in contratto una crescita professionale di tutto rispetto.
Meno male che dovevamo rendere attrattivo questo contratto…
Se vuoi iscriverti alla nostra newsletter inserisci la tua e-mail e ti invieremo degli aggiornamenti! Tranquilla/o non spammiamo! Inviamo una Newsletter ogni uno o due mesi!
[newsletter]
Per maggiori informazioni vi invito a leggere gli articoli su cui ho reperito alcune delle informazioni di questo articolo:
Una storia attribuita alla Professoressa Mead riguarda il primo segno di civiltร in una cultura antica. Secondo questa storia, Mead sarebbe stata interrogata da uno studente riguardo a quale ella considerasse come primo segno di civiltร in una cultura. Lo studente si aspettava che Mead parlasse dell’invenzione della scrittura o la produzione di utensili di terracotta o perlomeno la creazione di qualche tecnologia primitiva. Ma no.ย Mead rispose che il primo segno di civiltร in una cultura antica fu la guarigione diย femoreย rotto234.
La professoressa spiegรฒ che gli animali feriti in natura, normalmente verrebbero cacciati e divorati in caso di fratture gravi.
Il metodo START (Simple Triage and Rapid Treatment) รจ un protocollo di triage sviluppato per gestire efficacemente le situazioni di emergenza con molteplici vittime. Ideato in California nel 1983, il metodo START รจ diventato uno standard internazionale per la sua semplicitร e rapiditร di esecuzione.
Principi Fondamentali
Il metodo START si basa su una valutazione rapida, circa 30-60 secondi per paziente, che permette di classificare le vittime in base a tre criteri principali: stato mentale, perfusione e respirazione. Questo processo consente ai soccorritori di identificare immediatamente le prioritร di intervento.
Classificazione delle Urgenze
Le vittime vengono classificate con un sistema a colori che indica la gravitร delle condizioni:
Verde: Pazienti non in pericolo di vita, in grado di muoversi autonomamente.
Giallo: Pazienti feriti che rispondono agli stimoli esterni.
Rosso: Pazienti con polso irregolare, difficoltร respiratorie o incapaci di eseguire comandi semplici.
Nero: Pazienti che non respirano neanche dopo tentativi di liberare le vie aeree, considerati deceduti.
Procedura di Valutazione
I soccorritori seguono una procedura standardizzata:
Denuncia del luogo dellโincidente.
Definizione del tipo di incidente e dei pericoli presenti.
Valutazione del numero e del tipo di assistenza richiesta dalle vittime.
Classificazione rapida delle vittime secondo il sistema a colori.
Trattamento e Ricovero
Dopo la valutazione iniziale, gli infermieri utilizzano le classificazioni START per determinare lโordine di trattamento o trasporto in ospedale. Le vittime con codice rosso hanno la massima prioritร , seguite da quelle con codice giallo e infine quelle verdi.
Conclusioni
Il metodo START รจ essenziale per garantire un intervento tempestivo e organizzato in situazioni di emergenza. La sua efficacia รจ dimostrata dalla diffusione globale e dallโadozione in numerosi contesti di soccorso. La formazione continua e lโaddestramento sul campo sono cruciali per mantenere elevati standard di competenza nellโutilizzo di questo metodo.