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Categoria: Dossier The Nursing Post

  • Scala di Conley: Come valutare il rischio di caduta del paziente?

    Le cadute in ambito ospedaliero e assistenziale rappresentano una delle complicanze piรน comuni e potenzialmente letali, soprattutto nei pazienti anziani o fragili. Oltre ai danni fisici che possono derivarne (fratture e traumi vari), le cadute hanno un impatto psicologico importante sui nostri pazienti, che si ritrovano a diventare meno autonomi e piรน intimoriti.

    Proprio per questo motivo, la valutazione precoce del rischio di caduta รจ diventata una prioritร  nei setting assistenziali. Tra gli strumenti piรน utilizzati e apprezzati per la sua semplicitร  e rapiditร  d’uso, troviamo la Scala di Conley. Quest’ultima รจ una delle scale piรน utilizzate nelle varie aziende sanitarie pubbliche e private italiane, oltre ad essere largamente utilizzata anche in Regno Unito, nella scheda di ricovero.

    Cos’รจ la Scala di Conley?

    La Scala di Conley รจ un sistema di valutazione clinica sviluppato per identificare precocemente i pazienti a rischio di caduta. Alcune aziende o unitร  operative hanno deciso di classificare il rischio anche in base all’etร ; rendendo obbligatoria e scadenzata la valutazione e rivalutazione del paziente tramite questo strumento. Puรฒ dunque succedere che nel trovarsi a lavorare in una nuova unitร  operativa ci si possa ritrovare di fronte ad una valutazione da eseguire esclusivamente a pazienti che hanno un’etร  superiore ad un valore imposto da un dato protocollo, oppure in modo generalizzato a tutti i nuovi ricoveri.

    Questa scala si basa su sei domande, suddivise in due aree principali:

    1. Precedenti cadute

    Viene chiesto al paziente (se in grado di rispondere), al caregiver o previo controllo della storia medica da parte dellโ€™infermiere:

    • 1: Il paziente รจ caduto negli ultimi 3 mesi? (2 punti)
    • 2: Ha avuto episodi di vertigine o capogiri recenti? (1 punto)
    • 3: Ha avuto episodi di incontinenza urinaria o fecale durante il tragitto per il bagno? (1 punto)

    2. Deterioramento cognitivo

    Basato sullโ€™osservazione da parte del personale sanitario:

    • 4: Marcia instabile o alterata (passo strisciante, base larga, ecc.)? (1 punto)
    • 5: Stato di agitazione (irrequietezza, gesti disorganizzati, ecc.)? (2 punti)
    • 6: Giudizio compromesso o mancanza del senso del pericolo? (3 punti)

    Come si calcola il punteggio?

    Ogni risposta affermativa riceve il punteggio indicato accanto alla domanda. Le risposte negative valgono zero.

    Interpretazione del punteggio:

    • 0โ€“1 punti โ†’ rischio minimo
    • 2โ€“10 punti โ†’ rischio crescente da basso ad alto
    • Il cut-off clinico รจ โ‰ฅ 2 punti, sopra il quale il paziente รจ considerato a rischio caduta.

    Quando e perchรฉ usarla?

    La Scala di Conley viene utilizzata in molti contesti, ma ovviamente si ritiene nello specifico molto piรน utile, per la valutazione di pazienti che spesso risultano debilitati o defedati da svariati motivi. Dunque sia nei percorsi riabilitativi che nei contesti socio-residenziali รจ possibile applicare questa scala. Nello specifico si tende a valutare il paziente in alcuni momenti fondamentali:

    • Fase di ricovero del paziente in unitร  operativa o in contesti residenziali.
    • Dopo una caduta o un evento a rischio di caduta (es. primo episodio di caduta)
    • Monitoraggio nei contesti socio-residenziali
    • Nei percorsi assistenziali geriatrico-riabilitativi

    รˆ uno strumento rapido e non invasivo che permette agli infermieri e ai professionisti della salute di intervenire tempestivamente con misure di prevenzione come:

    • eliminazione di ostacoli ambientali
    • uso di ausili (deambulatori, letti specifici)
    • miglioramento del trattamento fisioterapico
    • rivalutazione della terapia
    • valutazione del grado di idratazione e alimentazione
    • sorveglianza piรน stretta nei momenti critici (es. spostamenti al bagno, o per alimentarsi)

    Limiti della scala

    Sebbene utile, la Scala di Conley non sostituisce il giudizio clinico complessivo. Alcuni pazienti potrebbero non presentare punteggi alti, ma rientrare comunque in una condizione di vulnerabilitร . Inoltre, รจ fondamentale affiancare alla valutazione uno sguardo attento e continuo sullo stato fisico e cognitivo del paziente, che puรฒ variare nel tempo. Questo รจ infatti uno dei limiti piรน importanti di questa scala. Facendo un esempio: una rivalutazione settimanale potrebbe non essere sufficiente al fine di valutare tempestivamente il rischio di caduta che varia nel tempo, al variare delle condizioni cliniche del paziente. Questo significa che questa valutazione deve essere eseguita ad ogni cambiamento notato dal professionista sanitario.

    Conclusione

    La Scala di Conley si conferma uno strumento pratico, rapido e affidabile per la prevenzione delle cadute in ambito sanitario. Inserirla nella routine di valutazione quotidiana consente non solo di proteggere i pazienti, ma anche di migliorare la qualitร  dellโ€™assistenza e ridurre i costi legati alle complicanze evitabili.

  • L’infermiere sta sparendo. Analisi di una crisi mai vista prima

    L’Italia puรฒ vantare un altro triste primato: La terra della pizza e del mandolino รจ l’unica nazione europea in cui l’infermieristica, invece che crescere, si sta annichilendo. In questo articolo andremo ad analizzare le problematiche esistenti. Analisi che รจ stata giร  svolta su questo blog, nei mesi o negli anni precedenti, ma che ovviamente necessita di una telecronaca di quanto รจ stato o non รจ stato fatto.

    Analisi e Segni evidenti di questa crisi

    Tutti infermieri, ma molto diversi…

    La crisi dell’infermieristica non รจ materia nuova sul panorama professionale. Il problema in realtร  nasce circa 25 anni fa, quando l’Infermiere ha iniziato a prendere la strada del professionista sanitario laureato ed autonomo. Le radici del problema nascono con il D.M. 14 settembre 1994, n. 739 con cui si sancisce la nascita del Profilo Professionale dellโ€™Infermiere, successivamente con la Legge 26 febbraio 1999, n. 42  con cui viene abrogazione il Mansionario e viene sostituita la dicitura professione sanitaria ausiliaria con la sola professione sanitaria, ed in seguito il Decreto interministeriale 2 Aprile 2001 dove il diploma, diviene Laurea in Infermieristica. Sia chiaro, il ruolo di queste norme รจ stato fondamentale per l’evoluzione della nostra figura professionale, ma al contempo ha destabilizzato le fondamenta di un sistema retto su alcuni princรฌpi che erano li da oltre mezzo secolo.

    D’un tratto (nel corso dei 20 anni successivi), ci si รจ ritrovati in corsia infermieri laureati ed infermieri diplomati. Si รจ vissuto dunque in una dicotomia, i primi nati (professionalmente, si intende!) con il mansionario e la convinzione di essere ancora una professione ausiliaria, gli altri nati sotto la bandiera della professione autonoma e indipendente. Gli ospedali, non sono cambiati subito. Gli infermieri con la necessitร  di sentirsi ausiliari erano ancora numerosi. Ma nel corso del ventennio successivo le mutazioni sono a poco a poco arrivate.

    Ciรฒ che รจ accaduto, qui in Italia, perรฒ รจ qualcosa di peculiare: Le catene, ormai spezzate, che imprigionavano la professione infermieristica alla status di mera professione ausiliaria, sono diventate mura di una fortezza costruita dalla compagine medica per difendere il loro operato sotto la bandiera dell’”Atto Medico”.

    L’infermiere ormai libero di poter agire responsabilmente e professionalmente ed in totale autonomia, al di fuori della sua prigione ha trovato una landa desolata e priva di vita. L’orto rigoglioso e le verdi praterie risiedevano tutte nella cittadella, fortificata da enormi bastioni, del cosiddetto “Atto Medico”.

    A soluzione di tutto ciรฒ, nulla fu fatto; forse colpa di una classe dirigente infermieristica priva di capacitร , oppure a causa di una infiltrazione nel tessuto politico nazionale da parte della classe medica, l’Infermiere rimase e rimane in questa situazione per oltre 25 anni: Tecnicamente liberi ed autonomi, praticamente con le stesse mansioni di 30 anni fa.

    Questo ristagno d’acqua imputridisce e intacca le nuove fondamenta di questa professione, per oltre un ventennio. La professione non รจ appetibile. La libera professione fa fatica a partire. I contratti nazionali, sopratutto quelli privati, pagano un infermiere a compensi orari degni di una donna delle pulizie (con profondo e degno rispetto per questa categoria).

    Contratti Nazionali e Contrattazione separata…

    I contratti nazionali sono un’altra rogna che deve affrontare questa professione. Gli aumenti nel corso di questi anni non hanno mai superato i 60/70 โ‚ฌ per triennio. Somma incapace persino a mantenere il passo di una inflazione che nel corso degli ultimi anni ha rosicchiato le carni putrite di uno stato corrotto fino all’osso (L’Italia risulta piรน corrotta di Spagna, Portogallo, Francia, Inghilterra e molte altre nazioni europee, si attesta perรฒ prima di Polonia, Romania e Bulgaria)

    Ma tutti, sindacati inclusi, ad ogni rinnovo stappavano bottiglie e festeggiavano il miglior risultato raggiungibile. Festeggiamenti che perรฒ avevano un cuore amaro di insoddisfazione degli iscritti.

    Le contrattazioni nazionali ormai da qualche anno, non pensano piรน alle risorse da investire sul personale (quelle sono giร  decise con le finanziarie degli anni prima), ma discutono per lo piรน di piccole modifiche che risultano poi nel complesso, irrilevanti per la vita del dipendente.

    Le risorse economiche vengono ridistribuite. Ogni triennio rimuovono una voce e ne aggiungono una corrispettiva allo stesso ammontare con un nome diverso. La coperta รจ corta; e ormai tutti lo sanno.

    Per Legge del 12 giugno 1990, n. 146, modificata dalla legge 11 aprile 2000, n. 83, gli infermieri non possono scioperare. Per essere perรฒ piรน precisi, esiste la possibilitร  da parte delle aziende di precettare il dipendente se fa parte del contingente minimo e svolge un ruolo nei servizi pubblici essenziali.
    Tradotto: Gli infermieri non potranno mai scioperare. Sono veramente pochi coloro che negli ambiti ambulatoriali potranno alzare la voce, causando comunque piccole defaillance di un sistema che giร  di suo รจ nel totale caos. Dunque con un impatto del tutto trascurabile.
    In Italia non esiste reparto che non sia al minimo del contingente. E questo non รจ legato alla carenza di infermieri, quest’ultima ha solo portato il numero di infermieri al di sotto del numero minimo, bensรฌ esso รจ legato ad una politica perpetuata negli ultimi decenni, di raggiungere un risparmio e e uno sfruttamento continuo delle risorse al fine di tagliare i costi fino a disossarli.

    Nel corso degli anni, nonostante sia stato chiesto, nessun sindacato ha mai recepito la possibilitร  di richiedere una indennizzo per il diritto allo sciopero negato. Un danno economico, per le aziende, che nel suo complesso, potrebbe far prendere in considerazione le richieste avanzate dai lavoratori. “Irrealizzabile” molti hanno tuonato; con la stessa convinzione di un cane che scondinzola quando il padrone mostra il randello che lo ferirร .

    Infine, bisogna considerare la richiesta (ormai quasi decennale) di una contrattazione separata dal comparto. Richiesta che talvolta, ha sollevato affermazioni anche dubbiose da parte dei nostri dirigenti, poco convinti e quasi divisi sulla questione. Il motivo per cui continuiamo a sguazzare nel calderone delle mille professioni. Non si dimenticano frasi del tipo “Pensiamo prima alle specializzazioni infermieristiche” oppure “Ragioniamo sul miglioramento dei percorsi universitari”. Ma perchรจ gli uni dovrebbero escludere gli altri?

    Le promesse dei governi sono come una droga di cui non ci si stanca mai, e gli infermieri italiani godono ad ogni promessa che l’uno o l’altro politico sputa dai palchi e dai salotti televisivi. Su tutti i giornali e giornaletti infermieristici si riprendono le affermazioni dei vari personaggi televisivi utilizzandoli come testimonial di una necessitร  di migliorare la situazione. Ma รจ solo fumo negli occhi.

    L’attuale esecutivo รจ l’esempio meraviglioso di come si puรฒ prendere per i fondelli la categoria infermieristica. Sin dalle elezioni arrivando alla loro instaurazione e ai primi anni di governo, i vari ministri hanno mostrato sempre un interessamento bieco nei confronti della professione. I proclami sono stati tanti. Tantissimi. I risultati invece molto scarsi. Piรน scarsi di tutti i governi precedenti. E la situazione andrร  solo a peggiorare. La valorizzazione dell’infermiere urlato ai quattro angoli della nazione, sarร  probabilmente un aumento di circa 50/60โ‚ฌ lordi mensili. Da far arrossire anche il piรน sprezzante dei mercanti.

    Il calo delle iscrizioni…

    I giovani italiani guardano all’infermiere come una professione da evitare. Molti non la definiscono nemmeno tale. Le universitร  hanno messo in bando, con l’aiuto dei governi precedenti, molti piรน posti per coprire il gap del cambio generazionale di infermieri. Ma gli iscritti mancano.

    Nel grafico (Fonte FNOPI) si nota il trend che sta mettendo in crisi l’intero sistema. Nel 2012 gli aspiranti infermieri erano oltre 44mila. Nel 2023 gli aspiranti infermieri sono stati oltre 23mila. Un calo drastico del 48%. I posti a disposizione sono passati da 16mila a 20mila, mentre il numero di laureati negli ultimi quattro anni รจ aumentato, dopo quasi un decennio di trend negativo.

    Il problema perรฒ si nota. Sebbene il numero di laureati aumenti, il numero di interessati a laurearsi in infermieristica รจ praticamente dimezzato in poco piรน di dieci anni. Un trend che di questo passo porterร  a non soddisfare nemmeno i posti messi a bando e infine a ridurre anche il numero di laureati. Una catastrofe preannunciata.

    Assistente Infemiere

    Mentre scrivo questo articolo, la Conferenza Stato-Regione approva l’istituzione dell’Assistente Infermiere. Vorrei provare ad analizzare questo fatto in altro articolo, ma non posso che citare alcuni highlights essenziali.

    La creazione della figura dell’Assistente Infermiere รจ solo una strategia per mettere una pezza mal riuscita alla carenza cronica di infermieri all’interno delle case di riposo e residenze per anziani. Alcune di queste strutture sono gestite con l’unico scopo di generare profitti massimi. Avere pochi infermieri, che bisogna pagare ormai di piรน della nota, e giร  citata, donna delle pulizie รจ inconcepibile per queste persone. Con la semplice teoria del “Se gli infermieri non si fanno piรน sfruttare, allora creeremo un’altra figura che lo farร ”

    Sebbene tutto il mondo professionale si sia mosso a contrastare questa norma, ad esclusione di FNOPI, l’accordo รจ passato. Gli interessi economici di chi gestisce queste strutture (contrariamente da ciรฒ che si pensa non sono solo medici) valgono di piรน delle prese di posizione delle nostre istituzioni infermieristiche e sindacali, uscite totalmente ignorate dalla situazione.

    Bisogna considerare essenziale una teoria che ho da sempre portato avanti: Si puรฒ parlare di taskshifting solo quando non esisteranno piรน, in questa nazione, fenomeni di demansionamento. Quando gli infermieri saranno chiamati a fare solo ciรฒ che loro compete, solo allora si potrร  parlare di Taskshifting e figure ibride. Tutto il resto รจ mera speculazione sulla salute delle persone e puro sfruttamento e mortificazione professionale.

    Non possiamo perรฒ considerare, come รจ ovvio che sia, le possibilitร  che in uno stato civile e professionalmente avanzato potrebbe portare l’istituzione di questa figura. La mia mancanza di fiducia purtroppo si lega all’immagine di questa Italia, fanalino di coda nelle culture europee.

    Conclusioni…

    Questa non รจ una vera e propria conclusione. Il problema รจ vasto ed in continua evoluzione. Sicuramente sarร  necessario eseguire nuove analisi nel corso del tempo per aggiornare quanto finora detto.

    Mi spiace aver ammassato molteplici motivazioni in un unico articolo. Certamente su alcuni punti ritornerรฒ con analisi piรน puntuali.

    Spero solo che un giorno possa scrivere che mi sbagliavo su tutto.

  • Margaret Mead, la nota antropologa che definรฌ l’assistenza il primo segno di civiltร 

    Margaret Mead era una famosa antropologa che si occupava principalmente della vita socioculturale delle comunitร  indigene del Sud Pacifico.ย รˆ nota per i suoi contributi nel campo della teoria sessuale, in particolare per la pubblicazione del suo primo libro โ€œComing of Age in Samoaโ€ nel 19281.

    Una storia attribuita alla Professoressa Mead riguarda il primo segno di civiltร  in una cultura antica. Secondo questa storia, Mead sarebbe stata interrogata da uno studente riguardo a quale ella considerasse come primo segno di civiltร  in una cultura. Lo studente si aspettava che Mead parlasse dell’invenzione della scrittura o la produzione di utensili di terracotta o perlomeno la creazione di qualche tecnologia primitiva. Ma no.ย Mead rispose che il primo segno di civiltร  in una cultura antica fu la guarigione diย femoreย rotto234.

    La professoressa spiegรฒ che gli animali feriti in natura, normalmente verrebbero cacciati e divorati in caso di fratture gravi.

    Una frattura di femore guarita รจ un chiaro segno che la persona ferita ha ricevuto supporto ed assistenza da altri membri della societร , per tutto il tempo necessario alla guarigione.ย Mead concluse che: “Aiutare qualcun’altro in un momento di difficoltร  รจ dove inizia la civiltร ”234.

    Tuttavia, questa storia non รจ stata confermata da prove documentali, come una dichiarazione scritta o una registrazione audio della Mead.ย In un’altra citazione ufficiale sembrerebbe infatti che quest’ultima avesse dato una definizione diversa di ciรฒ che credeva fosse un segno di una civiltร 1.

    Quindi, la storia del femore guarito รจ piรน probabilmente un aneddoto attribuito a lei, ma pur sempre di forte impatto educativo.

  • Il Metodo START di Triage: Efficienza e Rapiditร  nelle Emergenze

    Introduzione

    Il metodo START (Simple Triage and Rapid Treatment) รจ un protocollo di triage sviluppato per gestire efficacemente le situazioni di emergenza con molteplici vittime. Ideato in California nel 1983, il metodo START รจ diventato uno standard internazionale per la sua semplicitร  e rapiditร  di esecuzione.

    Principi Fondamentali

    Il metodo START si basa su una valutazione rapida, circa 30-60 secondi per paziente, che permette di classificare le vittime in base a tre criteri principali: stato mentale, perfusione e respirazione. Questo processo consente ai soccorritori di identificare immediatamente le prioritร  di intervento.

    Classificazione delle Urgenze

    Le vittime vengono classificate con un sistema a colori che indica la gravitร  delle condizioni:

    • Verde: Pazienti non in pericolo di vita, in grado di muoversi autonomamente.
    • Giallo: Pazienti feriti che rispondono agli stimoli esterni.
    • Rosso: Pazienti con polso irregolare, difficoltร  respiratorie o incapaci di eseguire comandi semplici.
    • Nero: Pazienti che non respirano neanche dopo tentativi di liberare le vie aeree, considerati deceduti.

    Procedura di Valutazione

    I soccorritori seguono una procedura standardizzata:

    1. Denuncia del luogo dellโ€™incidente.
    2. Definizione del tipo di incidente e dei pericoli presenti.
    3. Valutazione del numero e del tipo di assistenza richiesta dalle vittime.
    4. Classificazione rapida delle vittime secondo il sistema a colori.

    Trattamento e Ricovero

    Dopo la valutazione iniziale, gli infermieri utilizzano le classificazioni START per determinare lโ€™ordine di trattamento o trasporto in ospedale. Le vittime con codice rosso hanno la massima prioritร , seguite da quelle con codice giallo e infine quelle verdi.

    Conclusioni

    Il metodo START รจ essenziale per garantire un intervento tempestivo e organizzato in situazioni di emergenza. La sua efficacia รจ dimostrata dalla diffusione globale e dallโ€™adozione in numerosi contesti di soccorso. La formazione continua e lโ€™addestramento sul campo sono cruciali per mantenere elevati standard di competenza nellโ€™utilizzo di questo metodo.


    Fonti:

    Metodo Triage Pazienti.it
    Come si svolge il triage al Pronto Soccorso? I metodi START e CESIRA Emergency-live.com
    Eventi catastrofici di massa. Il metodo START e SALT per fare triage – Infermieristicamente – Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche

  • Triage: Tipologie e Caratteristiche…

    I tipi di triage

    Il triage รจ un processo di valutazione rapida delle condizioni di un paziente, al fine di classificarne la gravitร  e stabilire le prioritร  di intervento. รˆ una procedura fondamentale in tutti i servizi di emergenza, come i pronto soccorso ospedalieri, i centri di soccorso extraospedalieri e i centri di crisi.

    Esistono diversi tipi di triage, che si differenziano anche per diversi fattori, tra cui:

    • Il livello di competenza del personale che effettua la valutazione: il triage puรฒ essere effettuato da personale non sanitario, da personale infermieristico o da personale medico.
    • Il luogo in cui viene effettuato il triage: il triage puรฒ essere effettuato in un pronto soccorso ospedaliero, in un centro di soccorso extraospedaliero o in un centro di crisi.
    • Il contesto in cui viene effettuato il triage: il triage puรฒ essere effettuato in condizioni ordinarie o in situazioni di emergenza.

    Principali tipi di triage

    In base al livello di competenza del personale che effettua la valutazione, i principali tipi di triage sono i seguenti:

    • Triage non infermieristico: รจ effettuato da personale non sanitario, come un addetto alla reception o un operatore di soccorso. In questo caso, la valutazione รจ limitata a pochi parametri essenziali, come lo stato di coscienza, la respirazione e la circolazione.
    • Triage infermieristico: รจ effettuato da un infermiere. In questo caso, la valutazione รจ piรน completa e comprende anche altri parametri, come il dolore, il livello di coscienza, i parametri vitali e le condizioni cliniche.
    • Triage medico: รจ effettuato da un medico. In questo caso, la valutazione รจ ancora piรน completa e puรฒ includere anche esami diagnostici.

    Triage in pronto soccorso

    In ambito ospedaliero, il triage รจ un’attivitร  fondamentale per garantire l’efficacia e l’efficienza del servizio di pronto soccorso. Il triage infermieristico รจ il metodo piรน diffuso nei pronto soccorso mondiali.

    Il processo di triage infermieristico in pronto soccorso si svolge in tre fasi:

    • Accoglienza: il paziente viene accolto in Pronto Soccorso e accede al Triage. Qui viene effettuata una valutazione preliminare delle sue condizioni.
    • Valutazione clinica: il paziente viene sottoposto a una valutazione clinica piรน approfondita, che include l’anamnesi, l’esame obiettivo e la valutazione dei parametri vitali.
    • Classificazione: sulla base dei risultati della valutazione clinica, al paziente viene assegnato un codice di prioritร , che determina l’ordine di accesso alle cure.

    I codici di prioritร  utilizzati in ambito ospedaliero sono, dopo l’entrata in vigore dei nuovi codici colori, i seguenti:

    • Rosso โ€“ critico: interruzione o compromissione di una o piรน funzioni vitali.
    • Arancio โ€“ acuto: funzioni vitali a rischio.
    • Azzurro โ€“ urgenza differibile: condizione stabile con sofferenza. Richiede approfondimenti diagnostici e visite specialistiche complesse.
    • Verde โ€“ urgenza minore: condizione stabile senza rischio evolutivo. Richiede approfondimenti diagnostici e visite monospecialistiche.
    • Bianco โ€“ non urgenza: problema non urgente.

    Sebbene potrebbe succedere di ritrovarsi di fronte ad una decodifica differente e basata ancora sul vecchio sistema e classificazione.

    Metodiche di Triage in Pronto Soccorso

    • Spot-Check: L’Infermiere si reca direttamente nell’area triage e valuta i pazienti in base a delle procedure standardizzate.
    • Triage da Bancone: L’Infermiere esegue il triage al bancone all’ingresso dell’area triage.
    • Triage Globale: L’Infermiere esegue il triage in area triage privata e conduce una valutazione attenta e globale.

    Triage in situazioni di emergenza

    • In situazioni di emergenza, come incidenti stradali o disastri naturali, il triage puรฒ essere effettuato in condizioni molto difficili e con scarse risorse. In questi casi, รจ importante che il triage sia semplice e veloce, in modo da poter classificare rapidamente i pazienti e garantire l’accesso alle cure alle persone piรน gravi.
    • Il triage in situazioni di emergenza puรฒ essere effettuato utilizzando diversi metodi.

    In Italia, il triage in situazioni di emergenza รจ regolamentato dal Sistema di emergenza-urgenza 118. Il triage รจ effettuato dal personale del 118, che utilizza un sistema di codifica a cinque livelli, da 1 a 5, in ordine di gravitร  crescente.

    Metodi di Triage

    Per non appesantire l’articolo e non allungarlo piรน del dovuto descriveremo brevemente e in modo non completamente esaustivo i vari metodi che perรฒ approfondiremo nei successivi articoli.

    Metodo START

    Il metodo START (Simple Triage and Rapid Treatment) รจ un sistema di triage utilizzato in situazioni di emergenza o disastro per valutare rapidamente e assegnare prioritร  di trattamento ai pazienti in base alla gravitร  delle loro ferite o condizioni mediche.

    Metodo CESIRA

    Il metodo CESIRA di triage รจ un sistema di valutazione dei pazienti in situazioni di emergenza, basato su criteri di urgenza ed efficienza. Il nome CESIRA deriva dalle iniziali di cinque parametri: Coscienza, Emorragia, Shock, Insufficienza respiratoria, Rottura di cute. Ogni parametro viene valutato con una scala numerica da 0 a 3, dove 0 indica assenza di problema e 3 indica gravitร  massima. La somma dei punteggi dei cinque parametri determina il codice colore del paziente, che indica la prioritร  di intervento. Il metodo CESIRA รจ stato sviluppato in Italia negli anni ’90 ed รจ utilizzato principalmente nel triage extraospedaliero, cioรจ sul luogo della catastrofe. Il metodo CESIRA รจ diverso dal metodo START, che รจ piรน semplice e rapido, ma anche meno accurato.

    Metodo FAST

    Il metodo FAST triage รจ un sistema di valutazione dei pazienti in situazioni di maxiemergenza, che si basa su una prima valutazione rapida e una categorizzazione sequenziale secondo il livello di gravitร . Il metodo FAST triage si applica nel contesto intraospedaliero, cioรจ quando i pazienti arrivano al Pronto Soccorso o al DEA (Dipartimento d’Emergenza e Accettazione). Il metodo FAST triage รจ diverso dal metodo START, che si usa nel triage extraospedaliero, cioรจ sul luogo della catastrofe.

    Metodo ESI (Approfondimento qui)

    Il metodo ESI triage รจ un sistema di valutazione dei pazienti in situazioni di emergenza, che si basa su un algoritmo a cinque livelli di prioritร , da 1 (massima urgenza) a 5 (minima urgenza)ยน. L’acronimo ESI sta per Emergency Severity Index, ovvero indice di gravitร  dell’emergenza. Il metodo ESI triage si usa principalmente nel contesto ospedaliero, quando i pazienti arrivano al pronto soccorso. Il metodo ESI triage prevede una valutazione rapida dei parametri vitali e delle risorse necessarie per il trattamento del paziente. Il metodo ESI triage รจ diverso dai metodi CESIRA e FAST, che si usano nel triage extraospedaliero, cioรจ sul luogo della catastrofe. Il metodo ESI triage รจ stato sviluppato negli Stati Uniti nel 1999 e successivamente aggiornato ed adottato in molti altri paesi.

    Attenzione! La scheda di Triage รจ un atto pubblico secondo l’Art.2699 del Codice Civile. Esiste l’obbligo di registrazione del documento. L’infermiere che esegue un triage esprime la sua funzione di Ufficiale Pubblico e non mero incaricato di pubblico servizio. (Leggi qui l’approfondimento)

    Conclusione

    Il triage รจ un processo fondamentale per garantire l’efficacia e l’efficienza dei servizi di emergenza. La scelta del tipo di triage da utilizzare dipende da diversi fattori, tra cui il contesto in cui viene effettuato il triage, il livello di competenza del personale che lo effettua e le risorse disponibili.

  • Sciopero della Sanitร : Quali sono i principi fondamentali…

    l diritto allo sciopero รจ un diritto fondamentale sancito dalla Costituzione italiana (art. 40), che lo riconosce a tutti i lavoratori. Questo diritto รจ stato ulteriormente rafforzato dalla legge n. 146/1990, che ha stabilito che lo sciopero รจ un diritto inviolabile e che non puรฒ essere limitato se non per motivi di tutela dell’ordine pubblico o della sicurezza nazionale.

    Il diritto allo sciopero si applica anche agli infermieri di sanitร  pubblica. Tuttavia, in questo caso, รจ necessario tenere conto di alcuni aspetti specifici, legati alla natura dei servizi sanitari e alla tutela dei diritti dei pazienti.

    I presupposti dello sciopero

    In Italia, lo sciopero puรฒ essere proclamato da una o piรน organizzazioni sindacali, rappresentative o meno. La proclamazione deve essere fatta per iscritto e deve indicare la data, l’ora e la durata dello sciopero.

    Lo sciopero รจ valido se รจ stato votato dai lavoratori interessati con una maggioranza di almeno il 50% + 1.

    I servizi essenziali

    La legge n. 146/1990 prevede che lo sciopero non possa avere luogo in determinati settori, definiti “servizi essenziali”. I servizi essenziali sono quelli che, se sospesi, possono arrecare un grave pregiudizio alla collettivitร .

    Tra i servizi essenziali rientrano anche i servizi sanitari. In particolare, sono considerati servizi essenziali i seguenti:

    • L’assistenza ospedaliera, domiciliare e ambulatoriale
    • La continuitร  assistenziale
    • L’emergenza-urgenza
    • I servizi di prevenzione e di sanitร  pubblica

    Le prestazioni minime

    In caso di sciopero in un servizio essenziale, gli scioperanti sono tenuti a garantire le prestazioni minime previste dalla legge. Le prestazioni minime sono quelle necessarie a garantire la tutela della salute e della sicurezza dei cittadini.

    In particolare, le prestazioni minime per gli infermieri di sanitร  pubblica sono le seguenti:

    • L’assistenza ai pazienti in condizioni di emergenza
    • L’assistenza ai pazienti in condizioni di fragilitร 
    • Le attivitร  di prevenzione e di sanitร  pubblica

    In questo caso si procederร  alla precettazione dei dipendenti che devono garantire le prestazioni minime.

    La precettazione

    Dal punto di vista legale, la precettazione รจ un provvedimento amministrativo che impone a un lavoratore di prestare servizio in occasione di uno sciopero. La precettazione รจ consentita solo in caso di servizi essenziali, come i servizi sanitari.

    In particolare, la legge n. 146/1990 prevede che la precettazione possa essere disposta dal Prefetto, su richiesta del Ministro della salute o del Presidente della Regione, in caso di sciopero in un servizio essenziale.

    La precettazione deve essere motivata e deve indicare le prestazioni che il lavoratore รจ tenuto a svolgere. Le prestazioni devono essere necessarie a garantire la tutela della salute e della sicurezza dei cittadini.

    La giurisprudenza italiana ha chiarito che la precettazione รจ un provvedimento che deve essere utilizzato con cautela. In particolare, il Prefetto deve valutare attentamente la necessitร  di disporre la precettazione e deve garantire che le prestazioni imposte non arrechino un pregiudizio grave alla salute e alla sicurezza dei lavoratori.

    Nel caso degli infermieri di sanitร  pubblica, la precettazione puรฒ essere considerata corretta solo se risponde ai seguenti requisiti:

    • La precettazione deve essere motivata da un’esigenza di tutela della salute e della sicurezza dei cittadini. In particolare, la precettazione deve essere giustificata da un’immediata esigenza di assistenza ai pazienti in condizioni di emergenza o di fragilitร .
    • Le prestazioni imposte devono essere proporzionate al fine perseguito. In particolare, le prestazioni non devono arrecare un pregiudizio grave alla salute e alla sicurezza dei lavoratori.
    • Le prestazioni imposte devono essere rese in condizioni di sicurezza. In particolare, i lavoratori devono essere adeguatamente formati e addestrati per svolgere le prestazioni richieste.

    Ecco alcuni esempi di situazioni in cui la precettazione di un infermiere di sanitร  pubblica puรฒ essere considerata corretta:

    • In caso di emergenza sanitaria, come un’epidemia o un’emergenza climatica.
    • In caso di grave carenza di personale, che possa mettere a rischio la salute e la sicurezza dei pazienti.
    • In caso di necessitร  di garantire la continuitร  assistenziale a pazienti fragili, come neonati o anziani.

    Le sanzioni

    Lo sciopero abusivo, cioรจ quello proclamato in violazione della legge, รจ punito con l’arresto fino a un anno o con l’ammenda fino a 2.065 euro.

    La giurisprudenza

    La giurisprudenza italiana ha chiarito che il diritto allo sciopero degli infermieri di sanitร  pubblica รจ subordinato al rispetto di alcuni principi fondamentali, tra cui:

    • Il principio della proporzionalitร . Lo sciopero deve essere proporzionato al fine perseguito. In particolare, non deve arrecare un pregiudizio grave alla tutela della salute e della sicurezza dei cittadini.
    • Il principio della tutela dei diritti dei pazienti. Gli scioperanti sono tenuti a garantire le prestazioni minime necessarie a tutelare la salute e la sicurezza dei pazienti.
    • Il principio della trasparenza. I lavoratori interessati devono essere informati in anticipo dell’imminente sciopero.

    La situazione attuale

    In Italia, il diritto allo sciopero degli infermieri di sanitร  pubblica รจ un tema controverso. Da un lato, c’รจ chi sostiene che questo diritto sia fondamentale per garantire la tutela dei diritti dei lavoratori e per promuovere il confronto sindacale. Dall’altro lato, c’รจ chi sostiene che lo sciopero in un servizio essenziale, come la sanitร , possa arrecare un grave pregiudizio alla salute e alla sicurezza dei cittadini.

    Nel corso degli ultimi anni, si sono verificati numerosi scioperi degli infermieri di sanitร  pubblica, in particolare in occasione di campagne salariali o di proteste contro la carenza di personale.

    In futuro, รจ probabile che la questione del diritto allo sciopero degli infermieri di sanitร  pubblica continuerร  a essere oggetto di dibattito.

  • Inserimento del Catetere Venoso Periferico (CVP) da parte dell’Infermiere

    L’inserimento del catetere venoso periferico รจ una procedura medica e infermieristica comune e cruciale che consente a infermieri e medici di avere accesso al flusso ematico tramite le vene periferiche di un paziente per scopi di trattamento e monitoraggio. Questo procedimento puรฒ essere utilizzato per somministrare farmaci, fluidi, emoderivati e in situazioni estreme per il prelievo di campioni di sangue. In questo articolo, esploreremo i dettagli dell’inserimento del catetere venoso periferico, la sua importanza e le migliori pratiche per garantire un trattamento sicuro ed efficace.

    Cos’รจ un Catetere Venoso Periferico (CVP)?

    Un catetere venoso periferico รจ un cateterino sottile e flessibile che viene inserito in una vena periferica, di solito reperita sulle braccia, o in taluni casi sulle gambe, per fornire un accesso venoso temporaneo. Questo tipo di catetere รจ spesso utilizzato quando รจ necessario somministrare farmaci, fluidi o soluzioni direttamente nel flusso sanguigno.

    Importanza dell’Inserimento del CVP

    L’inserimento del catetere venoso periferico รจ un passo cruciale in molte situazioni mediche, inclusi:

    1. Terapia farmacologica: Consente la somministrazione di farmaci come antibiotici, chemioterapici, analgesici e altri farmaci per via endovenosa al fine di garantire un’efficacia rapida e corretta.
    2. Reidratazione: รˆ fondamentale per reidratare i pazienti che necessitano di un apporto idrico controllato. Inoltre puรฒ essere utilizzato per la somministrazione di ioni essenziali.
    3. Nutrizione parenterale: Alcune nutrizioni parenterali possono essere somministrate per via periferica. Questo puรฒ essere utile in caso di rischio di malnutrizione temporaneo che viene compensato senza l’inserimento di presidi piรน invasivi.
    4. Emoderivati: Il CVP puรฒ essere adoperato per la somministrazione di emoderivati. Bisogna consultare le linee guida e le procedure aziendali sulla scelta e gestione del corretto presidio.
    5. Monitoraggio: Normalmente, l’inserimento di un CVP permette di calcolare il corretto intake di liquidi.
    6. Emergenze: Come suddetto nei precedenti punti, in caso di emergenza รจ necessaria la presenza di un CVP per somministrate terapia, emoderivati e liquidi.

    Scegliere la giusta vena…

    Di Circulatory System en.svg: LadyofHats, Mariana Ruiz Villarreal / opera derivata: P.gibellini – Circulatory System en.svg, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=32113361
    1. Vena cefalica: Situata nella parte superiore del braccio, รจ una delle piรน utilizzate per inserire un catetere venoso periferico.
    2. Vena basilica: Anch’essa situata nella parte superiore del braccio, anche la vena basilica รจ una buona opzione per la cateterizzazione venosa.
    3. Vena mediana cubitale: La posizione la rende piรน esposta ad essere facilmente aggredita per la cateterizzazione venosa, ma al contempo a causa della posizione al livello della piega del gomito รจ poco confortevole per il paziente.
    4. Vene dorsali della mano: Nelle mani, le vene dorsali possono essere utilizzate per la cateterizzazione, soprattutto quando altre opzioni sono limitate.
    5. Vene del dorso del piede: In alcune situazioni, quando le vene del braccio e delle mani non sono adatte, le vene del dorso del piede possono essere utilizzate per la cateterizzazione.
    6. Vena safena magna: Situata nella parte interna della gamba, la vena safena magna puรฒ essere un’opzione in caso di necessitร .
    7. Vena safena parva: Questa vena รจ situata accanto alla safena magna nella parte interna della gamba ed รจ un’altra possibile scelta.

    รˆ importante notare che la scelta della vena dipende dalla situazione clinica del paziente, dalla disponibilitร  delle vene e dalla durata prevista del catetere. La cateterizzazione venosa periferica deve essere eseguita da personale sanitario qualificato per garantire la sicurezza del paziente.

    Dimensione e Caratteristica del CVP:

    Certamente, ecco una lista di cateteri venosi periferici in ordine crescente di dimensione:

    1. 24 gauge (Giallo):
      Spesso utilizzato per neonati e neonati prematuri.
    2. 22 gauge (Azzurro):
      Comunemente utilizzato per pazienti pediatrici o adulti con vene molto piccole o fragili.
    3. 20 gauge (Rosa):Adatto per adulti con vene di dimensioni standard ed รจ uno dei cateteri piรน comuni per somministrare farmaci e fluidi.
    4. 18 gauge (Verde):
      Utilizzato per somministrare fluidi, sangue o farmaci a pazienti adulti o pediatrici quando รจ richiesto un flusso piรน rapido. Sarebbe lo standard minimo per la somministrazione di emoderivati in condizioni idonee.
    5. 16 gauge (Grigio):
      Questo รจ uno dei cateteri piรน grandi per somministrare sangue o fluidi in caso di emergenza o per pazienti che richiedono un alto flusso di fluidi, come quelli in sala operatoria.
    6. 14 gauge (Arancione):
      Questo รจ il catetere venoso piรน grande ritrovabile nei presidi ospedalieri. Ottimale per somministrare sangue o fluidi in caso di emergenza o per pazienti che richiedono un alto flusso di fluidi, come quelli in sala operatoria.

    Procedura di Inserimento del CVP

    L’inserimento di un catetere venoso periferico richiede una competenza specifica dell’Infermiere o del Medico ed una procedura rigorosa per garantire la sicurezza del paziente.

    1. Preparazione: Informare della procedura e chiedere il Consenso Verbale al paziente; eseguire il lavaggio antisettico delle mani; indossare dei guanti monouso;
    2. Scelta del sito: Identificazione del sito di inserimento appropriato, controllando ed ispezionando correttamente la cute ed il tessuto adiacente alla vena scelta. Bisogna inoltre considerare il decorso della vena scelta, il calibro e la posizione che possa garantire al massimo il comfort del paziente.
    3. Anestesia locale: In caso di paziente pediatrico o estremamente sensibile alla tecnica puรฒ essere necessario l’applicazione di un gel anestetico.
    4. Inserimento: Il catetere viene inserito con una tecnica atraumatica attraverso l’ago. Una volta posizionato nella vena, l’ago viene rimosso lasciando nel vaso, il cateterino.
    5. Fissaggio: Il catetere viene fissato in modo sicuro alla pelle per evitare spostamenti e rimozioni accidentali.
    6. Collegamento e Infusione : Il catetere viene collegato a un set di infusione o a un dispositivo per il drenaggio. Si effettuano controlli per verificare che il catetere sia in posizione corretta.
    7. Controllo e Monitoraggio: Bisogna monitorare regolarmente il presidio inserito sia durante un infusione sia nei momenti di non utilizzo. รˆ necessario annotare sulla note cliniche la valutazione eseguita sul CVP e sul sito di inserzione.

    Sicurezza e Monitoraggio

    Il mantenimento della sicurezza durante lโ€™inserimento di un CVP gioca un ruolo essenziale. Infermieri e operatori sanitari devono monitorare regolarmente il paziente per eventuali segni di complicazioni, come infezioni, sanguinamento e dislocazione del catetere. Dopo l’inserimento, il sito del catetere deve essere mantenuto pulito e monitorato per prevenire infezioni e flebiti.

    Le piรน comuni complicanze sono:

    • Stravasi di farmaco nel tessuto: Una delle complicanze piรน probabili ma anche una delle piรน problematiche se non gestita correttamente. In questo caso bisogna immediatamente sospendere lโ€™infusione. Aspirare dal CVP quanto piรน farmaco possibile e rimuovere il cateterino. Informare il medico dello stravaso, ed annotare in nota clinica. Sarร  necessario monitorare la sede dello stravaso per prevenire eventuali peggioramenti. In caso di prescrizione potrร  essere necessario somministrare farmaci (solitamente per via topica) al fine di ridurre possibili complicanze. In talune situazioni bisogna considerare il rischio necrotico che deriva da alcuni farmaci (nello specifico i chemioterapici e farmaci altamente aggressivi)
    • Infezioni: Uno dei rischi su cui negli ultimi anni le comunitร  infermieristiche internazionali hanno raggiunto buoni risultati di successo. Il CVP รจ purtroppo una sede di accesso per microrganismi patogeni direttamente nel flusso sanguigno e dunque, quale porta potenziale di accesso alle infezioni, deve essere gestita garantendo sempre lโ€™asepsi e il massimo dei principi di igiene esistenti. Bisogna considerare a rischio non solo il presidio in se, ma lo stesso punto di inserzione puรฒ essere area di risalita di microrganismi.
    • Flebiti: non raramente le flebiti vengono associate alle infezioni. Bisogna specificare dunque che una flebite puรฒ essere causata anche da microrganismi, ma nello fattispecie si fa riferimento ad una infiammazione del vaso e dei tessuti circostanti. Come qualsiasi infiammazione รจ possibile riconoscerla tramite le tre caratteristiche tipiche della flogosi: Rubor (Rossore), Tumor (Tumefazione), Calor (Ipertermia locale). In caso di segni di flebite (a breve verrร  pubblicato un articolo dedicato allโ€™argomento) bisogna rimuovere lโ€™accesso venoso, informare il personale medico e annotare in cartella (o su scala dedicata): Posizione, Dimensioni, Grado di Flogosi. รˆ necessario non utilizzare piรน la stessa vena (possibilmente lโ€™intero arto) per eseguire ulteriori infusioni (che sia a valle o a monte della zona di flebite). Un attento monitoraggio puรฒ aiutare a rispondere in modo efficace a segni di peggioramento. Puรฒ essere necessario somministrare farmaci (tra cui antibiotici o farmaci ad uso topico) secondo prescrizione medica.

    Conclusioni

    L’inserimento del catetere venoso periferico รจ una procedura fondamentale che consente l’accesso alle vene periferiche per scopi di trattamento e monitoraggio. Una corretta esecuzione di questa procedura รจ essenziale per garantire la sicurezza e il benessere del paziente. I professionisti sanitari devono essere addestrati e competenti nell’inserimento del CVP e nel monitoraggio dei pazienti per garantire risultati positivi e minimizzare i rischi associati.

    Ruolo cruciale gioca il monitoraggio dei presidi che puรฒ e dovrebbe essere svolto non dal solo personale infermieristico ma anche dal personale ausiliario.

  • Legge Basaglia: L’impatto sulla societร  e sulla professione infermieristica

    Franco Basaglia nasce nel 1924 a Venezia ed รจ stato uno Psichiatra Italiano promotore ed ideatore della Psichiatria Democratica, nonchรจ della Legge 180/1978 che tuttora porta il suo nome. Basaglia รจ considerato lo psichiatra piรน influente del XX secolo.

    Nel panorama della salute mentale, pochi eventi hanno avuto un impatto tanto profondo e duraturo quanto l’introduzione della Legge Basaglia, ufficialmente nota come Legge 180/1978. Questa legge ha rappresentato una svolta epocale nell’approccio verso i disturbi mentali, ponendo fine alla segregazione istituzionale e aprendo la strada a un nuovo paradigma basato sull’inclusione sociale, i diritti dei pazienti e il rispetto della dignitร  umana.

    Dal Buio delle Istituzioni alla Luce della Comunitร :

    Prima dell’avvento della Legge Basaglia, le persone affette da disturbi mentali erano spesso confinate in istituti psichiatrici, lontane dagli occhi della societร . Questi istituti spesso presentavano condizioni terribili, dove i pazienti erano trattati con disumanitร  e deprivati dei loro diritti fondamentali. La visione predominante era quella di un’approccio paternalistico, dove i medici e gli operatori sanitari avevano il controllo completo sulle vite dei pazienti.

    La Legge Basaglia ha rappresentato una frattura con questa mentalitร  arretrata. Il suo principale obiettivo era quello di chiudere gli istituti psichiatrici, porre fine all’isolamento forzato e permettere alle persone con disturbi mentali di vivere all’interno della comunitร . Questo approccio, basato sull’integrazione e sulla desistituzionalizzazione, ha dato il via a una vera e propria rivoluzione nella salute mentale.

    Dai Pazienti agli Individui:

    Un altro aspetto cruciale della Legge Basaglia รจ stato il suo riconoscimento della dignitร  e dell’umanitร  dei pazienti. Questa legge ha sancito il diritto di ogni individuo a essere trattato con rispetto e a partecipare attivamente alle decisioni riguardanti la propria cura. Si รจ passati da un modello in cui i pazienti erano soggetti passivi di cure e decisioni mediche a uno in cui venivano considerati come partner attivi nel loro percorso di guarigione.

    Grazie a questa prospettiva, la figura del paziente รจ stata trasformata in quella dell’individuo con esperienze, desideri e opinioni legittime. I medici e gli infermieri sono stati chiamati a lavorare in collaborazione con i pazienti, ascoltando le loro voci e rispettando le loro scelte.

    Dal Controllo all’Empowerment:

    Aspetto caratteristico, e da analizzare, per la professione รจ come gli infermieri, nel contesto dell’Italia prima della Legge Basaglia, spesso avevano un ruolo limitato a quello di sorveglianza e controllo.

    Grazie a questa legge, le strutture psichiatriche sono state progressivamente chiuse e sostituite da servizi di salute mentale basati sulla comunitร . Questo cambiamento ha richiesto agli infermieri di adattarsi a nuovi ruoli, focalizzandosi sulla riabilitazione, il supporto emotivo e la promozione dell’autonomia dei pazienti. Gli infermieri sono diventati sostenitori dell’empowerment dei pazienti, aiutandoli a gestire la propria salute mentale e a riacquistare un ruolo attivo nella societร .

    Dalla Conformitร  alla Collaborazione:

    La Legge Basaglia ha anche spostato il paradigma dell’approccio infermieristico dalla mera somministrazione di cure alla collaborazione attiva con i pazienti. Gli infermieri non sono piรน visti come figure autoritarie che prendono decisioni unilaterali, ma come membri di un team multidisciplinare che lavorano insieme con il paziente per individuare le migliori strategie di trattamento.

    Questa collaborazione implica un ascolto attento delle esigenze del paziente, il coinvolgimento nella pianificazione del percorso di cura e il supporto nella presa di decisioni informate. Gli infermieri diventano educatori e consiglieri, aiutando i pazienti a comprendere la propria condizione e a sviluppare competenze per gestire le sfide quotidiane.

    L’Aspetto Etico:

    La Legge Basaglia ha anche posto un’enfasi significativa sugli aspetti etici della cura e del trattamento dei pazienti con disturbi mentali. Gli infermieri, in questo contesto, sono chiamati a rispettare e promuovere i diritti umani, la dignitร  e l’autonomia dei pazienti. Questo implica un impegno costante nella lotta contro lo stigma associato alla salute mentale e nella promozione di un ambiente di cura rispettoso e inclusivo.

    Un Modello per il Mondo:

    La Legge Basaglia ha attirato l’attenzione a livello internazionale e ha ispirato movimenti simili in molti altri paesi. L’idea di spostare l’attenzione dalla cura istituzionale a quella basata sulla comunitร  ha guadagnato trazione in tutto il mondo, portando a una ridefinizione globale dell’approccio alla salute mentale.

    Tuttavia, รจ importante notare che nonostante i successi della Legge Basaglia, ci sono sfide e critiche. Alcuni sostengono che la chiusura degli istituti abbia portato a una mancanza di strutture adeguate per le persone con disturbi mentali gravi. Inoltre, la questione della salute mentale รจ ancora affrontata con complessitร  e, in molti casi, stigmatizzata.

    In conclusione, la Legge Basaglia ha aperto nuove porte per la professione infermieristica nel settore della salute mentale. Gli infermieri sono diventati agenti di cambiamento, promotori dell’empowerment dei pazienti e difensori dei diritti umani. Questa legge ha dimostrato che un approccio basato sulla comunitร , centrato sulla persona e orientato all’empowerment puรฒ portare a risultati positivi nel trattamento e nella gestione dei disturbi mentali.

    Foto di Copertina Di MLucan – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=31486632

  • Recovery Room: Alcune scale utili…

    Quando parliamo di Recovery Room facciamo riferimento a quell’area, posta nelle immediate vicinanze della sala operatoria, dove il paziente appena operato puรฒ ricevere assistenza specializzata nell’immediato post-intervento. Secondo alcuni studi, dal 5% al 35% delle complicanze post-operatorie avvengono nell’immediato momento dopo l’intervento chirurgico.

    Queste sale non sono da confondere con le terapie sub-intensive post-operatorie che per lo piรน rappresentano dei reparti generalmente autonomi dal blocco operatorio, deputati al ricovero prolungato di pazienti selezionati sulla base di criteri di gravitร  clinica o di invasivitร  chirurgica.

    Il passaggio che avviene tra la sala operatoria, dal monitoraggio a singola persona, verso il reparto di degenza di riferimento รจ uno dei momenti piรน critici delle fasi operatorie. Motivo per cui diviene necessario garantire lo stazionamento dei pazienti sottoposti ad un intervento all’interno della recovery room.

    Senza dilungarmi, andiamo ad analizzare quelle che sono le piรน importanti scale e valutazioni eseguite in Recovery Room.

    Una delle scale piรน note, quando si parla di PACU (Post Anesthesia Care Unit) รจ senza dubbio il sistema a punti di Aldrete, anche detta Scala di Aldrete.

    Il sistema, ideato e perfezionato dallโ€™anestesista messicano Jorge Antonio Aldrete, ha nel corso degli anni ricevuto una serie di modifiche e di miglioramenti. Allo stato attuale si presenta come segue.

    Scala di Aldrete

    – Attivitร  e Mobilitร 
    2 Punti per Mobilitร  Volontaria
    1 Punto per Mobilitร  dei due arti
    0 Punti per nessuna mobilitร 

    – Respirazione
    2 Respiro spontaneo e tosse spontanea
    1 Respiro limitato e/o superficiale
    0 Apnoico

    – Pressione Arteriosa
    2 รˆ 20 mmHg > rispetto al livello preanestesia
    1 รˆ fra 20 e 50 mmHg > rispetto al livello preanestesia
    0 รˆ 50 mmHg > rispetto al livello preanestesia 0

    – Stato di coscienza
    2 รˆ completamente sveglio
    1 Risponde se stimolato
    0 Non risponde

    – Saturazione O2
    2 Livello > 90% con respiro aria della stanza
    1 Richiede supplemento O2 per mantenere livello > 90%
    0 Ha livello < 90% con supplemento O2

    Totale 10 Punti – Con punteggio maggiore o uguale a 9 il paziente รจ dimissibile.

    Scala di Bromage

    Punteggio 1 – Se il Blocco รจ completo e il paziente non รจ abile gli arti inferiori

    Punteggio 2 – Se il paziente รจ abile a muovere i piedi

    Punteggio 3 – Se il paziente รจ abile a piegare le ginocchia. Movimento completo dei Piedi

    Punteggio 4 – Totale movimento di piedi e ginocchia.

    PADSS: Modified Post Anesthesia Discharge Scoring System

    • Funzioni vitali
      2- Entro il 20% dei valori preoperatori
      1- 20โ€40% ยฑ dei valori preoperatori
      0 – oltre il 40% ยฑ dei valori preoperatori
    • Attivitร  e stato mentale
      2- orientato per 3 domande e in grado di deambulare orientato
      1- per 3 domande o in grado di deambulare
      0- nessuno dei precedenti
    • Dolore
      2- assente o minimo
      1- moderato
      0 – grave
    • Sanguinamento chirurgico
      2- assente o minimo
      1- moderato, da richiedere trattamento
      0- grave, da richiedere trattamento
    • Nausea e vomito
      2- minimo
      1- moderato
      0- grave

    Punteggio Totale = 10 Se โ‰ฅ 9 = Pz. dimissibile

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  • Cartella Clinica: Durata e Validitร  della Documentazione

    La cartella clinica, unitamente ai relativi referti, rappresenta un atto ufficiale indispensabile a garantire la certezza del diritto, oltre a costituire preziosa fonte documentaria per le ricerche di carattere storico-sanitario. Dunque, che fine fanno tutte le cartelle cliniche dei nostri pazienti dimessi o defunti?

    Questo articolo si basa su una specifica richiesta di una RSA e diretta al sottoscritto. La domanda che mi si รจ posta รจ stata la seguente: “Al decesso di uno dei nostri ospiti, cosa dobbiamo fare con la cartella clinica di quest’ultimo?”

    In questo articolo andremo ad analizzare questa interessante tematica.

    La norma

    La norma che interessa questa tematiche รจ il Decreto del Presidente della Repubblica nยฐ1409 del 1963 (D.P.R. 1409/63), nello specifico l’articolo 30 del predetto decreto.

    L’articolo prevede che le cartelle cliniche siano conservate illimitatamente, per almeno 40 anni in un archivio corrente e successivamente in una sezione separata di archivio istituita dalla struttura sanitaria.

    Questo significa che non รจ possibile disfarsi di alcuna documentazione del paziente.

    Inoltre, in ordine alla conservazione del documento una circolare del Ministero della Sanitร  (n.900 2/AG454/260), emanata il 19 dicembre 1986 stabilisce che โ€œle cartelle cliniche, unitamente ai relativi referti, vanno conservate illimitatamente, poichรฉ rappresentano un atto ufficiale indispensabile a garantire la certezza del diritto, oltre a costituire preziosa fonte documentaria per le ricerche di carattere storico-sanitarioโ€. Introduzione peraltro di questo articolo.

    Il resto della documentazione

    Dunque ad esclusione della cartella clinica e dei referti, le radiografie e la restante documentazione diagnostica, come indicato dalla circolare del Ministero, hanno invece tempo di conservazione pari a 20 anni. Limite che va inteso come minimo e solo se non in presenza di ulteriore normativa che allunghi questo limite.

    Responsabilitร  Cartella Clinica

    Secondo l’Art.10 del Codice di Deontologia Medica, il Medico รจ responsabile di custodire la Cartella Clinica durante la fase di degenza del paziente, cosรฌ come si evince dalla lettura dellโ€™art.7 del DPR n.128 del 1969, mentre al momento del passaggio della cartella clinica allโ€™archivio centrale, la responsabilitร  si trasferisce al direttore sanitario dellโ€™ente.

    L’Infermiere invece, come da Articolo 33 del Codice Deontologico dell’Infermiere รจ responsabile della redazione accurata della documentazione clinica di competenza, ponendo in risalto lโ€™importanza della sua completezza e veridicitร  anche ai fini del consenso o diniego, consapevolmente espresso dalla persona assistita al trattamento infermieristico.

    Circolazione della Cartella Clinica

    Se invece volessimo analizzare le responsabilitร , gli obblighi e le caratteristiche della circolazione della Cartella Clinica, bisogna prendere come riferimento il DPR n.128 del 1969 nello specifico lโ€™art. 5. Quest’ultimo, identifica tra i destinatari del rilascio e della cessione di questa documentazione:

    • il paziente stesso;
    • la persona fornita di delega conformemente alle disposizioni di legge;
    • tutti i soggetti appartenenti al servizio sanitario pubblico (visto come โ€œobbligo da parte dellโ€™ente ospedaliero di trasmettere copia della cartella clinica a un altro soggetto del servizio sanitario che abbia strumentalmente bisogno della cartella clinica per erogare il servizio di sua competenzaโ€);
    • il medico curante;
    • gli enti previdenziali (INAIL-INPS);
    • lโ€™autoritร  giudiziaria;

    La Legge n.675 del 31 dicembre 1996 sulla tutela della privacy, si applica in modo definitivo e chiaro in quanto a trattamento dei dati sensibili, di cui la cartella clinica รจ la massima espressione.

    Infine, il 19 maggio 2000 lโ€™Autoritร  garante della privacy ha rigorosamente disciplinato i limiti da rispettare nellโ€™accesso alla cartella clinica da parte degli sponsor di sperimentazione clinica.

    In quanto invece al Codice Deontologico dell’Infermiere, il professionista si basa sull’Articolo 19 e 27 del codice citato per tutelare la riservatezza, la privacy ed il segreto professionale.

    Fonti:

    Omceo Messina: Link

    Codice Deontologico Infermiere: Link