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Categoria: Infermieristica Cardiochirurgica

  • Recovery Room: Alcune scale utili…

    Quando parliamo di Recovery Room facciamo riferimento a quell’area, posta nelle immediate vicinanze della sala operatoria, dove il paziente appena operato può ricevere assistenza specializzata nell’immediato post-intervento. Secondo alcuni studi, dal 5% al 35% delle complicanze post-operatorie avvengono nell’immediato momento dopo l’intervento chirurgico.

    Queste sale non sono da confondere con le terapie sub-intensive post-operatorie che per lo più rappresentano dei reparti generalmente autonomi dal blocco operatorio, deputati al ricovero prolungato di pazienti selezionati sulla base di criteri di gravità clinica o di invasività chirurgica.

    Il passaggio che avviene tra la sala operatoria, dal monitoraggio a singola persona, verso il reparto di degenza di riferimento è uno dei momenti più critici delle fasi operatorie. Motivo per cui diviene necessario garantire lo stazionamento dei pazienti sottoposti ad un intervento all’interno della recovery room.

    Senza dilungarmi, andiamo ad analizzare quelle che sono le più importanti scale e valutazioni eseguite in Recovery Room.

    Una delle scale più note, quando si parla di PACU (Post Anesthesia Care Unit) è senza dubbio il sistema a punti di Aldrete, anche detta Scala di Aldrete.

    Il sistema, ideato e perfezionato dall’anestesista messicano Jorge Antonio Aldrete, ha nel corso degli anni ricevuto una serie di modifiche e di miglioramenti. Allo stato attuale si presenta come segue.

    Scala di Aldrete

    – Attività e Mobilità
    2 Punti per Mobilità Volontaria
    1 Punto per Mobilità dei due arti
    0 Punti per nessuna mobilità

    – Respirazione
    2 Respiro spontaneo e tosse spontanea
    1 Respiro limitato e/o superficiale
    0 Apnoico

    – Pressione Arteriosa
    2 È 20 mmHg > rispetto al livello preanestesia
    1 È fra 20 e 50 mmHg > rispetto al livello preanestesia
    0 È 50 mmHg > rispetto al livello preanestesia 0

    – Stato di coscienza
    2 È completamente sveglio
    1 Risponde se stimolato
    0 Non risponde

    – Saturazione O2
    2 Livello > 90% con respiro aria della stanza
    1 Richiede supplemento O2 per mantenere livello > 90%
    0 Ha livello < 90% con supplemento O2

    Totale 10 Punti – Con punteggio maggiore o uguale a 9 il paziente è dimissibile.

    Scala di Bromage

    Punteggio 1 – Se il Blocco è completo e il paziente non è abile gli arti inferiori

    Punteggio 2 – Se il paziente è abile a muovere i piedi

    Punteggio 3 – Se il paziente è abile a piegare le ginocchia. Movimento completo dei Piedi

    Punteggio 4 – Totale movimento di piedi e ginocchia.

    PADSS: Modified Post Anesthesia Discharge Scoring System

    • Funzioni vitali
      2- Entro il 20% dei valori preoperatori
      1- 20‐40% ± dei valori preoperatori
      0 – oltre il 40% ± dei valori preoperatori
    • Attività e stato mentale
      2- orientato per 3 domande e in grado di deambulare orientato
      1- per 3 domande o in grado di deambulare
      0- nessuno dei precedenti
    • Dolore
      2- assente o minimo
      1- moderato
      0 – grave
    • Sanguinamento chirurgico
      2- assente o minimo
      1- moderato, da richiedere trattamento
      0- grave, da richiedere trattamento
    • Nausea e vomito
      2- minimo
      1- moderato
      0- grave

    Punteggio Totale = 10 Se ≥ 9 = Pz. dimissibile

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  • Padua Score: Cos’è e a cosa serve…

    Il Padua Score, più precisamente Padua Prediction Score for Risk of VTE è uno strumento utilizzato al fine di conoscere l’indicazione terapeutica all’utilizzo di profilassi farmacologica per le trombosi.

    Questo strumento è composto da varie voci che devono essere chiarificate al fine di determinare l’alto rischio di trombosi di un paziente e di conseguenza la necessità di utilizzare farmaci antitrombotici.

    Gli Item appartenenti alla scala richiesta al fine di generare lo Score sono undici. (Sebbene esistano più varianti). Ogni item ha un punteggio diverso in base alla probabilità che ha di causare un evento trombotico. Un punteggio pari e/o superiore a 4 determina l’alto rischio tromboembolico e di conseguenza la necessità da parte del medico di prescrivere una terapia adatta.

    Se punteggio da 1 a 3: Basso rischio di Trombosi Venosa Profonda (TVP)
    Se punteggio >= 4: Alto rischio di Trombosi Venosa Profonda (TVP)

    ItemPunteggio
    Cancro in stato attivo (Metastasi oppure chemioterapia negli ultimi 6 mesi)3
    Precedenti Trombosi venose profonde3
    Allettato da più di 3 giorni3
    Trombofilia3
    Trauma o Chirurgia recente2
    Pazienti over 701
    Problemi cardiaci o respiratori1
    Infarto del miocardio acuto oppure ischemia cerebrale1
    Infezione acuta o problematica reumatologica1
    Obesità (BMI>30)1
    Sotto trattamento ormonale1

    Esempio: Paziente di 82 anni con frattura femore dx ed allettamento obbligato per almeno 7 giorni.
    1 Punto perché over 70
    2 Punti perché categorizzabile come trauma
    3 Punti per allettamento che supera i 3 giorni.

    Padua Score: 6

    Qualora la somma di questi item desse un valore maggiore o uguale a 4 potrebbe essere indicato iniziare con una terapia antitrombotica, previa prescrizione medica.

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  • METODO SBAR: Cos’è e Come funziona questo metodo di consegne

    Le consegne infermieristiche hanno iniziato, nel corso degli ultimi anni, ad essere punto di interesse ed attenzione da parte dei professionisti della salute.

    Quanto portato all’attenzione di noi tutti, è che il momento più critico della giornata, venga spesso lasciato alla buona fede del professionista. Sebbene questo è impossibile da eradicare, una misura strutturata di consegne potrebbe evitare che passaggi importanti, vengano tralasciati o persi tra un turno e l’altro.

    Le metodiche di consegne sono molteplici: Metodo narrativo (il più utilizzato e il meno schematico), I Metodi che pongono il focus sui problemi (S.O.A.P. – S.O.A.P.I.E.R. – P.A.R.T.), Metodi che guardano agli esiti (D.A.R. – A.I.O.), Metodo focalizzato sugli scostamenti (Piani standard) e infine l’approccio per cure globali (S.B.A.R. – P.A.C.E).

    Quando parliamo di consegne infermieristiche, inoltre non si può non considerare le condizioni necessarie affinchè il passaggio di consegna avvenga in modo corretto, evitanto eventuali perdite di informazioni. In questo, ci viene d’aiuto il criterio di qualità “CUBAN” che pone il focus sulle condizioni minime necessarie, per permettere un scambio di consegne corretto ed efficacie, senza che si presentino omissioni.

    Il criterio CUBAN sta per:

    • C (confidential) – Nel passaggio di consegna è necessario che la conversazione sia mantenuta dai criteri di confidenzialità e privacy del paziente. Questo significa che bisogna avere a disposizione un luogo lontano e riservato da orecchi indiscreti.
    • U (uninterrupted) – Il passaggio di consegna non può avvenire, laddove le interruzioni, rumori e continue richieste degli operatori di vario genere, non garantiscano una attenzione massima dell’infermiere intento a dare consegne
    • B (brief) – Le consegne non possono dilungarsi, devono essere di breve durata ed efficaci.
    • A (accurate) – Il contenuto descritto deve essere accurato.
    • N (Named Nurse) – Il passaggio di consegne, avviene da infermiere ad infermiere. Questo significa che bisogna sempre tenere traccia dei protagnosti dei vari passaggi.

    In questo articolo, come preannunciato dal titolo, vedremo solo una delle metodiche di consegna: ossia il metodo SBAR.

    Il metodo SBAR è ultimamente divenuto il più utilizzato nelle unità operative per il suo approccio alle cure globali. Inizialmente utilizzato maggiormente nel campo delle urgenze, si è rivelato un valido strumento anche all’interno delle normali unità operative ospedaliere. Sempre più reparti, utilizzano questo approccio alle consegne.

    La metodica sembra essere apprezzabile, rapida ed efficacie e difficilmente si presta ad errori, sebbene ancora troppo spesso, alcuni infermieri attuano digressioni che tendono a cadere nelle metodiche narrative.

    SBAR sta per:

    • Situation
    • Background
    • Assessment
    • Recommendation

    Analizziamoli individualmente:

    Situation: Si intende la situazione attuale, la motivazione per cui abbiamo in carico il paziente. I vari quesiti diagnostici, le teorie, la sintomatologia, l’intervento da eseguire o già eseguito e le eventuali giornate post-operatorie.

    Background: Si intende il passato remoto e prossimo clinico del paziente. Dunque diagnosi note, allergie, motivo della chiamata o dell’arrivo in PS, situazioni socio-famigliari.

    Assessment: Si intende tutto ciò che si sta facendo o è stato fatto dalla presa in carico del paziente. Eventuali parametri vitali anomali, esami diagnostici in corso etc.

    Recommendation: Con quest’ultimo, si intende ciò che bisogna fare per questo paziente. Ad esempio: eventuali trasferimenti, altri esami da eseguire, trasfusione di emazie, rischi reali o potenziali corsi dal paziente.

    Come suddetto, questo metodo è principalmente utilizzato in reparti laddove il paziente presenta una problematica acuta e non cronica. Nella fattispecie, l’utilizzo di questo metodo in reparti ad esempio di riabilitazione, risulta inefficiacie e causa di perdita di molti dettagli importanti.

    Poniamo un esempio semplificato di questo metodo:

    S: Paziente con frattura di femore destro, operando di domani.

    B: Paziente 60 anni, diabetico, iperteso e fumatore. Allergia nota all’Amoxicillina. Vive con la moglie.

    A: Iperteso: 180/90, somministrato ace-inibitore come da prescrizione medica, Emoglobinemia 10.8 g/dL Dolorante con NRS 6 somministrato analgesico

    R: Paziente operando di domani, Richiedere Emazie concentrate per intervento, Monitoraggio pressione arteriosa e NRS, Eseguire RX di controllo post-operatorio

    L’esempio nella fattispecie risulta semplificato ed il caso clinico sufficientemente semplice. Nella realtà dei casi potrebbe essere ben più complesso. Rimane però chiaro, che non è necessario inserire informazioni di dubbio valore. Affermazioni del tipo: “Paziente non diabetico” oppure “Frequenza Cardiaca 70bpm” o anche “Bilirubina nella norma” aumentano inutilmente il carico di informazioni date al nostro interlocutore con il rischio di far perdere il focus sulle problematiche essenziali del paziente.

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