DISCLAIMER

Benvenuto su TNP Archive, ciò che rimane del portale online The Nursing Post che è rimasto attivo dal 2014 al 2025. Qui troverai l’archivio di tutti gli articoli pubblicati su quel portale. L’esportazione è avvenuta in modo automatico, questo potrebbe determinare dei malfunzionamenti di alcuni link contenuti negli articoli stessi. In caso di errore verrai reindirizzato a questa Home Page. Consigliamo di ricercare nella barra di ricerca lo specifico argomento. Buona Navigazione

Categoria: Infermieristica in Ortopedia

  • Scala di Conley: Come valutare il rischio di caduta del paziente?

    Le cadute in ambito ospedaliero e assistenziale rappresentano una delle complicanze più comuni e potenzialmente letali, soprattutto nei pazienti anziani o fragili. Oltre ai danni fisici che possono derivarne (fratture e traumi vari), le cadute hanno un impatto psicologico importante sui nostri pazienti, che si ritrovano a diventare meno autonomi e più intimoriti.

    Proprio per questo motivo, la valutazione precoce del rischio di caduta è diventata una priorità nei setting assistenziali. Tra gli strumenti più utilizzati e apprezzati per la sua semplicità e rapidità d’uso, troviamo la Scala di Conley. Quest’ultima è una delle scale più utilizzate nelle varie aziende sanitarie pubbliche e private italiane, oltre ad essere largamente utilizzata anche in Regno Unito, nella scheda di ricovero.

    Cos’è la Scala di Conley?

    La Scala di Conley è un sistema di valutazione clinica sviluppato per identificare precocemente i pazienti a rischio di caduta. Alcune aziende o unità operative hanno deciso di classificare il rischio anche in base all’età; rendendo obbligatoria e scadenzata la valutazione e rivalutazione del paziente tramite questo strumento. Può dunque succedere che nel trovarsi a lavorare in una nuova unità operativa ci si possa ritrovare di fronte ad una valutazione da eseguire esclusivamente a pazienti che hanno un’età superiore ad un valore imposto da un dato protocollo, oppure in modo generalizzato a tutti i nuovi ricoveri.

    Questa scala si basa su sei domande, suddivise in due aree principali:

    1. Precedenti cadute

    Viene chiesto al paziente (se in grado di rispondere), al caregiver o previo controllo della storia medica da parte dell’infermiere:

    • 1: Il paziente è caduto negli ultimi 3 mesi? (2 punti)
    • 2: Ha avuto episodi di vertigine o capogiri recenti? (1 punto)
    • 3: Ha avuto episodi di incontinenza urinaria o fecale durante il tragitto per il bagno? (1 punto)

    2. Deterioramento cognitivo

    Basato sull’osservazione da parte del personale sanitario:

    • 4: Marcia instabile o alterata (passo strisciante, base larga, ecc.)? (1 punto)
    • 5: Stato di agitazione (irrequietezza, gesti disorganizzati, ecc.)? (2 punti)
    • 6: Giudizio compromesso o mancanza del senso del pericolo? (3 punti)

    Come si calcola il punteggio?

    Ogni risposta affermativa riceve il punteggio indicato accanto alla domanda. Le risposte negative valgono zero.

    Interpretazione del punteggio:

    • 0–1 punti → rischio minimo
    • 2–10 punti → rischio crescente da basso ad alto
    • Il cut-off clinico è ≥ 2 punti, sopra il quale il paziente è considerato a rischio caduta.

    Quando e perché usarla?

    La Scala di Conley viene utilizzata in molti contesti, ma ovviamente si ritiene nello specifico molto più utile, per la valutazione di pazienti che spesso risultano debilitati o defedati da svariati motivi. Dunque sia nei percorsi riabilitativi che nei contesti socio-residenziali è possibile applicare questa scala. Nello specifico si tende a valutare il paziente in alcuni momenti fondamentali:

    • Fase di ricovero del paziente in unità operativa o in contesti residenziali.
    • Dopo una caduta o un evento a rischio di caduta (es. primo episodio di caduta)
    • Monitoraggio nei contesti socio-residenziali
    • Nei percorsi assistenziali geriatrico-riabilitativi

    È uno strumento rapido e non invasivo che permette agli infermieri e ai professionisti della salute di intervenire tempestivamente con misure di prevenzione come:

    • eliminazione di ostacoli ambientali
    • uso di ausili (deambulatori, letti specifici)
    • miglioramento del trattamento fisioterapico
    • rivalutazione della terapia
    • valutazione del grado di idratazione e alimentazione
    • sorveglianza più stretta nei momenti critici (es. spostamenti al bagno, o per alimentarsi)

    Limiti della scala

    Sebbene utile, la Scala di Conley non sostituisce il giudizio clinico complessivo. Alcuni pazienti potrebbero non presentare punteggi alti, ma rientrare comunque in una condizione di vulnerabilità. Inoltre, è fondamentale affiancare alla valutazione uno sguardo attento e continuo sullo stato fisico e cognitivo del paziente, che può variare nel tempo. Questo è infatti uno dei limiti più importanti di questa scala. Facendo un esempio: una rivalutazione settimanale potrebbe non essere sufficiente al fine di valutare tempestivamente il rischio di caduta che varia nel tempo, al variare delle condizioni cliniche del paziente. Questo significa che questa valutazione deve essere eseguita ad ogni cambiamento notato dal professionista sanitario.

    Conclusione

    La Scala di Conley si conferma uno strumento pratico, rapido e affidabile per la prevenzione delle cadute in ambito sanitario. Inserirla nella routine di valutazione quotidiana consente non solo di proteggere i pazienti, ma anche di migliorare la qualità dell’assistenza e ridurre i costi legati alle complicanze evitabili.

  • Padua Score: Cos’è e a cosa serve…

    Il Padua Score, più precisamente Padua Prediction Score for Risk of VTE è uno strumento utilizzato al fine di conoscere l’indicazione terapeutica all’utilizzo di profilassi farmacologica per le trombosi.

    Questo strumento è composto da varie voci che devono essere chiarificate al fine di determinare l’alto rischio di trombosi di un paziente e di conseguenza la necessità di utilizzare farmaci antitrombotici.

    Gli Item appartenenti alla scala richiesta al fine di generare lo Score sono undici. (Sebbene esistano più varianti). Ogni item ha un punteggio diverso in base alla probabilità che ha di causare un evento trombotico. Un punteggio pari e/o superiore a 4 determina l’alto rischio tromboembolico e di conseguenza la necessità da parte del medico di prescrivere una terapia adatta.

    Se punteggio da 1 a 3: Basso rischio di Trombosi Venosa Profonda (TVP)
    Se punteggio >= 4: Alto rischio di Trombosi Venosa Profonda (TVP)

    ItemPunteggio
    Cancro in stato attivo (Metastasi oppure chemioterapia negli ultimi 6 mesi)3
    Precedenti Trombosi venose profonde3
    Allettato da più di 3 giorni3
    Trombofilia3
    Trauma o Chirurgia recente2
    Pazienti over 701
    Problemi cardiaci o respiratori1
    Infarto del miocardio acuto oppure ischemia cerebrale1
    Infezione acuta o problematica reumatologica1
    Obesità (BMI>30)1
    Sotto trattamento ormonale1

    Esempio: Paziente di 82 anni con frattura femore dx ed allettamento obbligato per almeno 7 giorni.
    1 Punto perché over 70
    2 Punti perché categorizzabile come trauma
    3 Punti per allettamento che supera i 3 giorni.

    Padua Score: 6

    Qualora la somma di questi item desse un valore maggiore o uguale a 4 potrebbe essere indicato iniziare con una terapia antitrombotica, previa prescrizione medica.

    Se ti è piaciuto questo post, iscriviti alla nostra Newsletter! Tranquillo/a non spammiamo!

    Altrimenti scrivici nel forum oppure qui nei commenti!

    [newsletter]

  • METODO SBAR: Cos’è e Come funziona questo metodo di consegne

    Le consegne infermieristiche hanno iniziato, nel corso degli ultimi anni, ad essere punto di interesse ed attenzione da parte dei professionisti della salute.

    Quanto portato all’attenzione di noi tutti, è che il momento più critico della giornata, venga spesso lasciato alla buona fede del professionista. Sebbene questo è impossibile da eradicare, una misura strutturata di consegne potrebbe evitare che passaggi importanti, vengano tralasciati o persi tra un turno e l’altro.

    Le metodiche di consegne sono molteplici: Metodo narrativo (il più utilizzato e il meno schematico), I Metodi che pongono il focus sui problemi (S.O.A.P. – S.O.A.P.I.E.R. – P.A.R.T.), Metodi che guardano agli esiti (D.A.R. – A.I.O.), Metodo focalizzato sugli scostamenti (Piani standard) e infine l’approccio per cure globali (S.B.A.R. – P.A.C.E).

    Quando parliamo di consegne infermieristiche, inoltre non si può non considerare le condizioni necessarie affinchè il passaggio di consegna avvenga in modo corretto, evitanto eventuali perdite di informazioni. In questo, ci viene d’aiuto il criterio di qualità “CUBAN” che pone il focus sulle condizioni minime necessarie, per permettere un scambio di consegne corretto ed efficacie, senza che si presentino omissioni.

    Il criterio CUBAN sta per:

    • C (confidential) – Nel passaggio di consegna è necessario che la conversazione sia mantenuta dai criteri di confidenzialità e privacy del paziente. Questo significa che bisogna avere a disposizione un luogo lontano e riservato da orecchi indiscreti.
    • U (uninterrupted) – Il passaggio di consegna non può avvenire, laddove le interruzioni, rumori e continue richieste degli operatori di vario genere, non garantiscano una attenzione massima dell’infermiere intento a dare consegne
    • B (brief) – Le consegne non possono dilungarsi, devono essere di breve durata ed efficaci.
    • A (accurate) – Il contenuto descritto deve essere accurato.
    • N (Named Nurse) – Il passaggio di consegne, avviene da infermiere ad infermiere. Questo significa che bisogna sempre tenere traccia dei protagnosti dei vari passaggi.

    In questo articolo, come preannunciato dal titolo, vedremo solo una delle metodiche di consegna: ossia il metodo SBAR.

    Il metodo SBAR è ultimamente divenuto il più utilizzato nelle unità operative per il suo approccio alle cure globali. Inizialmente utilizzato maggiormente nel campo delle urgenze, si è rivelato un valido strumento anche all’interno delle normali unità operative ospedaliere. Sempre più reparti, utilizzano questo approccio alle consegne.

    La metodica sembra essere apprezzabile, rapida ed efficacie e difficilmente si presta ad errori, sebbene ancora troppo spesso, alcuni infermieri attuano digressioni che tendono a cadere nelle metodiche narrative.

    SBAR sta per:

    • Situation
    • Background
    • Assessment
    • Recommendation

    Analizziamoli individualmente:

    Situation: Si intende la situazione attuale, la motivazione per cui abbiamo in carico il paziente. I vari quesiti diagnostici, le teorie, la sintomatologia, l’intervento da eseguire o già eseguito e le eventuali giornate post-operatorie.

    Background: Si intende il passato remoto e prossimo clinico del paziente. Dunque diagnosi note, allergie, motivo della chiamata o dell’arrivo in PS, situazioni socio-famigliari.

    Assessment: Si intende tutto ciò che si sta facendo o è stato fatto dalla presa in carico del paziente. Eventuali parametri vitali anomali, esami diagnostici in corso etc.

    Recommendation: Con quest’ultimo, si intende ciò che bisogna fare per questo paziente. Ad esempio: eventuali trasferimenti, altri esami da eseguire, trasfusione di emazie, rischi reali o potenziali corsi dal paziente.

    Come suddetto, questo metodo è principalmente utilizzato in reparti laddove il paziente presenta una problematica acuta e non cronica. Nella fattispecie, l’utilizzo di questo metodo in reparti ad esempio di riabilitazione, risulta inefficiacie e causa di perdita di molti dettagli importanti.

    Poniamo un esempio semplificato di questo metodo:

    S: Paziente con frattura di femore destro, operando di domani.

    B: Paziente 60 anni, diabetico, iperteso e fumatore. Allergia nota all’Amoxicillina. Vive con la moglie.

    A: Iperteso: 180/90, somministrato ace-inibitore come da prescrizione medica, Emoglobinemia 10.8 g/dL Dolorante con NRS 6 somministrato analgesico

    R: Paziente operando di domani, Richiedere Emazie concentrate per intervento, Monitoraggio pressione arteriosa e NRS, Eseguire RX di controllo post-operatorio

    L’esempio nella fattispecie risulta semplificato ed il caso clinico sufficientemente semplice. Nella realtà dei casi potrebbe essere ben più complesso. Rimane però chiaro, che non è necessario inserire informazioni di dubbio valore. Affermazioni del tipo: “Paziente non diabetico” oppure “Frequenza Cardiaca 70bpm” o anche “Bilirubina nella norma” aumentano inutilmente il carico di informazioni date al nostro interlocutore con il rischio di far perdere il focus sulle problematiche essenziali del paziente.

    Se hai dubbi, o ti è piaciuto questo articolo, lasciami un commento e condividi sui tuoi social.

    Oppure iscriviti alla nostra newsletter

    [newsletter]