L’unica alternativa rimasta a questo caos eco-climatico è una cooperazione piante-esseri umani…

Osservare gli errori degli umani…

Quartiere Cruillas (Palermo) a metà settembre. Il caldo è soffocante. Si attende un temporale che si spera rinfreschi l’aria. Poi ti fermi e rifletti. Nella borgata, guardandoti attorno, trovi palazzine alte tre o quattro piani, piccoli recinti/giardinetti, piastrellati con qualche pianta rinsecchita. L’ombra di cui puoi godere è quella delle palazzine, comunque poco efficace nelle ore mediane della giornata.

Il pomeriggio è ancora più afoso. Ti avvicini alle case e noti che continuano a irradiare calura. C’è umidità, le palazzine sono così a ridosso l’una all’altra che impediscono ogni forma di brezza in grado di spazzare via questo ristagno di caldo e afa.

Non ci sono marciapiedi, le auto sono decine di migliaia, parcheggiate ovunque. Le stradine hanno le dimensioni di monocorsia, ma sono comunque trafficate in ambo i sensi. Le auto sono roventi. Riflettono il caldo e scaricano i loro gas caldi e nocivi. A mezzogiorno, devi scappare via. Il tuo corpo ti chiede di cercare un posto fresco. Entri in casa, accendi l’aria condizionata. Si sta freschi. Il generatore che alimenta il tuo condizionatore, spara un getto di aria caldissima in strada. Dalla finestra osservi il quartiere. Ci sono decine di migliaia di condizionatori, che sparano la loro aria calda nel quartiere. È folle. Non Cruillas o Palermo, ma questo modo di vivere. È tutto sbagliato.

Dove sono gli alberi per strada? Perché li abbiamo tagliati via? L’asfalto è rovente. Il sole arriva diretto sull’asfalto, che riflette il caldo sulle palazzine. Che a loro volta rivolgono quel calore su di noi in strada. E pensare che madre natura l’ha creato un qualcosa, che costa nulla e assorbe calore, anidride carbonica e raggi solari (oltre a fornirci ossigeno in cambio).

E i giardini privati? Perché sono tutti piastrellati? Non c’è più terra o verde. È tutto una colata di cemento caldo è soffocante, con qualche pianta o alberello in vistosa difficoltà. Pensandoci, anche i giardini avrebbero potuto assorbire tanta calura. Ma questa vita corre velocemente. Fermarsi e dedicarsi al giardino non è più concesso. Meglio piastrellare e coprire tutto con una bella e ordinata colata di cemento.

L’Isola Urbana di Calore e l’effetto degli alberi in città

Nell’isola urbana del calore, le notti sono opprimenti, non si respira. Più si è in zone ad alta urbanizzazione, più la temperatura può raggiungere anche +5° o +6° rispetto a quella reale.

Non è un caso, è l’alta urbanizzazione. Il sole picchia, ma in contesti rurali o selvaggi, i raggi solari vengono assorbiti da alberi, piante, ruscelli e alghe che utilizzano quel bene prezioso per la fotosintesi. Quella fonte di vita, in città diventa morte e calura. Sopravvivono le specie antropico-dipendenti come blatte, ratti ed esseri umani.

Non racconto una novità, questa è la realtà che ormai anche le amministrazioni delle città conoscono. Nei piani urbanistici ormai è previsto inserire nella costruzione o ristrutturazione di una strada, una serie di alberi. Ciò che questi alberi fanno è grandioso. La mitigazione degli effetti dell’urbanizzazione selvaggia è uno dei primi risultati. Questi alberi, creano ombra, ma in primis creano fresco. In una giornata di 37°, l’asfalto all’ombra avrà una temperatura di circa 39°. Di contro, l’asfalto al sole raggiungerà i 67°. Il selciato avrà una temperatura adi 35° all’ombra, e di 60° al sole. Il prato avrà una temperatura di 31° all’ombra e di 42° al sole.

Giornata 37°AsfaltoSelciatoPrato
Ombra39°35°31°
Sole diretto67°60°42°
Differenza +28°+25°+11°

Se guardiamo alla differenza di gradi, stiamo parlando dai 10° ai quasi 30° di differenza.

Ritrovare i giardini poi è essenziale. La città un tempo viveva intorno ai giardini. pubblici o privati. Mitigano la nostra impronta e fungono da ponte per flora e fauna che prova a sopravvivere. La fauna riesce a sopravvivere e viaggia attraverso queste isole di verde sparse in tutta la città. Permettendo, tra gli altri, agli impollinatori di mantenere quel ciclo vitale che si prende cura, in questo magnifico equilibro, anche degli alberi più antichi.

Non esiste niente di più ordinato di un giardino lasciato incolto, se lo mettiamo a confronto con una coorte piastrellata o cementificata. Per non parlare che la differenza tra un prato e una colata di cemento è di quasi 25°+.

Non possiamo distruggere la città perché vogliamo più piante. Non possiamo buttare giù palazzi e ricostruirli secondo una architettura più ecologica. Possiamo però fare dei cambiamenti radicali. Ognuno di noi. E a bassissimo costo. Il cambiamento inizia da te:

  1. Se hai un balcone o più, studia l’esposizione al sole, alla pioggia e alle temperature e scegli la pianta adatta a quel luogo. Non disperare se i primi tentativi falliscono. Stai imparando.
  2. Circonda il tuo balcone di piante, fiori e alberelli di ogni genere e fai attenzione a mettere tutto in sicurezza (attent* al peso a cui sottoponi il tuo balcone e non mettere alcuna pianta in una posizione a rischio caduta – prevedi anche una possibile tempesta). Noterai sin da subito che l’aria che entrerà da quel balcone sarà più fresca e filtrata. Pensa a una tenda parasole e a tendaggi chiari.
  3. Se hai un giardino non esitare. Riempilo di piante! Varia, mettine di ogni genere e bellezza. Impara le loro abitudini e mantienile con te in questo percorso di vita. Sii più smart possibile, organizza il tutto in modo da farti rubare solo qualche minuto al giorno.
  4. Non dimenticare di piazzare qualche pianta in casa, meglio se vicino alle finestre. Oltre a curare lo spirito, alcune aiutano a filtrare l’aria (nelle giuste quantità e nei giusti luoghi) ed ad assorbire i raggi solari che entrano dalle finestre.
  5. Non utilizzare veleni o pesticidi. Le tue piante diventano delle isole di sopravvivenza per molti animaletti. Alcuni dei quali sono impollinatori. Mantieni ordine e scegli con cura le piante, in modo da non attirare gli animali più molesti.
  6. Se riesci, recupera l’acqua piovana e prova a sprecare meno acqua potabile possibile (se hai deumidificatore o condizionatore, puoi recuperare anche quell’acqua).
  7. Attent* ai ristagni di acqua nei sottocoppa o nelle bacinelle di raccolta acqua. Diventano degli allevamenti di Zanzare.
  8. Chiedi all’amministrazione comunale di occuparsi di arricchire la tua città e il tuo quartiere di verde urbano. (Ricorda che loro non comandano in città; Loro sono gli amministratori scelti e pagati dai cittadini per gestire il bene comune. Ergo, lavorano per te!)

Nel corso degli anni, arricchirò questo progetto anche con consigli di giardinaggio, ma per ora sappi che esistono molti canali, pagine, blog e podcast che trattano il tema.

Buon Cambiamento! 🌹🌞🪴🌳🌿

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