Come sempre avviene, quando dei soggetti “politicamente attivi” sono vittima di violenze ingiustificate e imperdonabili, si aprono discussioni che terminano spesso in accuse reciproche. Non raramente si scade in frasi ingiuste e in affermazioni anche piuttosto gravi.
Un omicidio politico e non, è sempre imperdonabile. Non c’è da discutere su questo. E siamo chiari, non c’è da discutere su nient’altro!
Le affermazioni di chi sostiene la teoria del “se l’è cercato” non hanno senso e sono gravi. Principalmente perché ciò che Kirk ha fatto è ciò che avrebbe fatto qualsiasi politico o attivista convinto delle proprie idee. Fermare un’idea con un omicidio è criminale. Sono le fondamenta di una dittatura violenta.
D’altro canto, strumentalizzare la morte di un ragazzo per gettare discredito sui propri avversari politici (nemmeno nella stessa nazione), solo per ci si ritiene affini alle idee professate dalla vittima è ancora più ridicolo e inaccettabile. Soprattutto se si è la forza politica al governo.
C’è solo un discorso che avrebbero dovuto aprire gli statunitensi alla fine di questa ennesima tragedia: Si può continuare a vendere in modo incontrollato armi a tutti ed inondare le strade di strumenti di morte?



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