“Conseguenze per chi sciopera” è ciò che prometteva il ministro Salvini. Uno degli elementi principali di democrazia è una spina nel fianco per uno come lui.
Nonostante la sua minaccia, perché di minaccia si tratta, le piazze sono piene, 300.000 persone solo a Roma. I cortei però sono in 100 città italiane. A Napoli e Treviso si blocca il traffico dei treni è stato bloccato per alcune ore, mentre a Torino i toni di scaldano.
I numeri li scopriremo tra qualche giorno e faremo una media tra i numeri rilasciati degli organizzatori e quegli della questura.
La squadra di governo cade nel conservatorismo e prova a screditare i fatti. Inizialmente prova a minacciare gli scioperanti di “conseguenze”, poi si scade nell’accusare i manifestanti di aderire solo per permettersi un weekend lungo. Lo stesso weekend lungo che vorrebbero concedersi i parlamentari, senza però decurtazione dello stipendio.
Una marea umana di persone. Centinaia di migliaia (forse più di un milione) di cittadini, che dimostrano le loro idee al governo. Che mostrano attività e pensiero critico rispetto a ciò che in Palestina di sta consumando.
L’opposizione e il centro sinistra in modo eterogeneo si contrappongono al governo e scendono in piazza. Gli italiani sui social network si dividono. Chi critica e chi supporta. C’è rabbia e delusione, ma c’è qualcosa che non c’è stato fino a poco tempo fa: Il risveglio dell’interesse politico nei giovani.
Studenti e giovani militanti sono in piazza. Sono la massa principale di chi sta tra le strade. Come accadde con la guerra in Vietnam, i giovani dicono no. Stop ad una distruzione totale. Stop ad un genocidio. Stop alla distruzione di un paese e una popolazione.
Anche noi supportiamo questo sciopero. Lo supportiamo perché la Flottilia, anche per gli esperti di legislazione internazionale, è stata fermata in modo ingiusto, con un atto di pirateria e con il sequestro di persona di tutti i membri che ne facevano parte. Lo supportiamo perché attivisti e giornalisti italiani e stranieri sono stati arrestati e portati in una prigione Israeliana, andando contro ogni legge internazionale. Lo supportiamo perché tutti devono capire che l’Italia non è collaborazione con Israele (o con Hamas) ma è solidarietà con il popolo oppresso.
Scioperiamo perché ogni giorno che passa un Genocidio si consuma…



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