AWS Down: la centralizzazione che blocca il mondo

Questo sito web, come il suo creatore, crede fortemente nel progetto e nelle idee di opensource e di decentralizzazione. Ovviamente si può discutere sulla sostenibilità dei progetti, e siamo tutti pronti ad aprire un dialogo. Ma quello che è successo stamani a AWS (Amazon Web Service), rende chiara la portata della dipendenza dai servizi centralizzati. Ci sono volute sei ore per la completa ripresa del “blackout” di AWS, e con essa la ripresa di tutti quei servizi che usano questo servizio per i propri prodotti. Non pochi, tra l’altro, parliamo di : ChatGPT, Perplexity, Ubisoft connection, PlayStation Network, Adobe Creative Cloud, Coinbase, Canva, Clash Royale, Duolingo, Perplexity, Amazon stessa, Zoom, Roblox, Clash of Clans, Brawl Stars, Fortnite e Snapchat.

Probabilmente anche altre aziende e strutture hanno sofferto questo blocco.

Qui si apre dunque nuovamente la tematica della dipendenza da una centralizzazione sfrenata. Di chi ha la capacità di fornire un ottimo servizio, ma senza avere rivali.

La decentralizzazione funziona bene in questo senso, nonostante abbia complessità di gestione, non esiste una dipendenza diretta dall’unico server attivo. Nei servizi decentralizzati (esempio lampante è il social network Mastodon), la capacità di resistere ad un guasto (anche detta Fault Tolerance) è maggiore rispetto ad un servizio centralizzato.

Lascio come sempre a voi riflettere su tutto ciò. Sperando di avervi dato uno spunto per una riflessione più estesa.

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